I due volti del Casinò di Campione
Secondo la Cgil di Como, nonostante i positivi dati ufficiali del primo semestre dell’anno che ne hanno fatto la prima in Italia per quota di mercato, le prospettive economiche e lavorative della struttura non sono rosee, a causa in particolare, viene sottolineato, delle scelte d’investimento effettuate, che puntano all’online sacrificando i giochi tradizionali
Il quadro di difficoltà per il comparto delle case da gioco italiane l’ha delineato lo scorso luglio Federgioco, denunciando un -7,4% d’incassi nel primo semestre 2013 rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente, precisando come i settori tavoli e slot risultassero entrambi negativi, pur se con un indice di flessione diverso che evidenziava un calo più pesante nell’ambito dei giochi elettronici. La diminuzione era quindi pari rispettivamente al 4,4% e al 9,5%.
Un quadro che però non valeva per il casinò campionese, che alla fine dello scorso mese di giugno totalizzava incassi per 7,15 milioni euro, con un +0,5% d’ingressi e che sulla prima semestrale dell’anno registrava un +0,5% per cento d’incassi e un +1,5% circa di presenze: dati che hanno fatto della struttura (che nel 2013 festeggia i suoi ottant’anni di attività) la prima in Italia per quota di mercato.
Da qui le dichiarazioni a fine luglio dell’amministratore delegato Carlo Pagan, che, pur segnalando un quadro di generale sofferenza per il comparto, sottolineava come la società stesse confermando i dati dell’anno passato, in virtù d’incassi finora pari a 45 milioni di euro, una politica rigorosa di taglio dei costi e una mirata campagna di marketing, grazie alla quale si è in particolare evidenziata una notevole crescita di giocatori cinesi.
A non condividere però le sue positive affermazioni è la Cgil comasca, che con Giovanni Fagone, segretario generale della Slc di Como, ha di recente messo in risalto come per il Casinò la situazione non sia esaltante, poiché il 2012 si è chiuso con una perdita superiore ai 27 milioni, mentre i primi mesi di quest’anno non hanno fatto segnare a suo giudizio un vero segnale di ripresa.
Il tutto in virtù delle linee d’investimento effettuate, che hanno a suo dire sacrificato i giochi tradizionali a vantaggio dell’online, senza peraltro che questo producesse risultati remunerativi. Da qui le preoccupazioni del sodalizio per le prospettive economiche e lavorative della realtà di Campione, per la quale è stato chiesto un incontro a breve coi soggetti interessati al fine di verificarne il destino.
Pierangelo Piantanida
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