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L’economia comasca a rischio “cassa”

20 giugno 2013 – 13:18Nessun Commento

Economia lariana in difficoltà (cc FromTheNorth)

In Lombardia mancano le risorse per finanziare la cassa in deroga, a fronte di un fabbisogno di oltre 300 milioni di euro per i prossimi sei mesi. Una problematica che può mettere in ginocchio soprattutto il territorio lariano e che per la Cisl va affrontata sia a livello regionale e nazionale sia con iniziative concrete in ambito locale.

Il Comasco gode del primato per le ore autorizzate di cassa integrazione in deroga, quasi 851mila nei primi tre mesi di quest’anno contro le circa 644mila dell’ultimo trimestre 2012, con un balzo attorno al 32%.

Cifre che rischiano di far peggiorare la già difficile situazione in atto, evidenziata dal Rapporto annuale 2012 sull’economia comasca curato dalla Camera di Commercio, in base al quale le ore autorizzate hanno oltrepassato i 4 milioni, pari a un +18,4% sul 2011 e a un valore superiore di quasi 30 volte il dato del 2008.

Ore che, precisa  Gerardo Larghi, segretario generale aggiunto della Cisl dei Laghi, “sono da finanziarsi non con i fondi Inps tipici ma dalla fiscalità generale, cioè dal bilancio dello Stato. Per questo ogni 6 mesi si alza il grido di allarme, perché i fondi non sono strutturali ma legati a scelte contingenti”. Ed è proprio la scarsità di tali risorse a preoccupare.

Solo per il Comasco servirebbero quest’anno, come ribadito in un convegno organizzato dalle sigle sindacali, 21 milioni, mentre a livello lombardo se ne stimano 300 per il prossimo semestre. Risorse che la Regione è disposta ad anticipare, ma a fronte di un preventivo impegno finanziario dello Stato.

“La nostra preoccupazione dipende proprio da questa incertezza – sottolinea Larghi – e dal fatto che si tratta di fondi assolutamente necessari”, la cui mancanza metterebbe a repentaglio il futuro di più di 60mila occupati, di cui circa 3mila comaschi.

Da qui la necessità di strategie che si giocano a livello regionale e nazionale, spiega Larghi, nonché d’iniziative concrete a livello locale, nel cui ambito “stiamo cercando di costruire un fondo di garanzia ma tale ipotesi appare comunque di notevole complessità”.

Pierangelo Piantanida

 

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