Fallimento per l’AC Bellinzona. Addio a 109 anni di glorioso calcio
Con 8,5 milioni di franchi di debiti il Pretore Marco Ambrosini di Bellinzona non ha avuto scelta e ha decretato oggi il fallimento dell’Associazione calcio Bellinzona. E` l’amara conclusione di 109 anni di gloriosa storia di calcio ticinese. Il patron Gabriele Giulini ha annunciato ricorso.
A poco sono servite, stamattina, le parole sia di Gabriele Giulini sia del suo legale pronunciate durante l’udienza davanti al Pretore di Bellinzona Marco Ambrosini. Per l’AC Bellinzona cala il sipario. Il Giudice, a fronte dei documenti che comprovano la grave situazione finanziaria del club il cui scoperto ammonterebbe a 8,5 milioni di franchi ne ha decretato il fallimento.
Una doccia fredda per l’intero mondo sportivo cantonale del quale l’ACB è un importante tassello da ben 109 anni. La decisione era oggettivamente inevitabile vista la fallimentare gestione dell’era Giulini: 8 milioni e 500 mila franchi di debiti non si possono cancellare. Il Presidente ha annunciato ricorso contro la decisione odierna del pretore e questo consentirà alla squadra di scendere in campo stasera contro il Wil.
Giulini, al portale tio.ch, dichiara di “crederci ancora” e che per salvare il Bellinzona servirebbero non 8,5 milioni di franchi ma tre milioni per concludere la stagione in corso e uno di garanzia per la stagione prossima.
Amari i commenti dal mondo sportivo e politico cantone. Fra tutti spicca quello dell’ex Consigliere di Stato Gabriele Gendotti, già direttore del Dipartimento dell’educazione cultura e sport, riportato da Liberatv : “È un classico esempio di una cattiva gestione in uno sport sempre più esigente, dove o si hanno delle disponibilità finanziarie importanti o è difficile anche solo stare a galla” e, aggiunge, “tutti adesso devono aprire gli occhi e capire che questi filibustieri che vengono dall’estero e promettono di mettere montagne di soldi, prima di tutto ne mettono pochi e poi non gli importa nulla del calcio ticinese. Vengono qui per fare i loro affari, non sempre pulitissimi. Abbiamo già visto con Lugano e Xamax, cosa è successo. D’altra parte perché uno straniero dovrebbe venire a investire i suoi soldi nel calcio sapendo che non ci ricaverà nulla? Evidentemente puntano ad altri tipi di affari. Giulini forse in questo rappresenta un’eccezione. Ma il debito del club lascia aperte molte domande…”.
Pessimista anche il Sindaco di Bellinzona Mario Branda per il quale la decisione del pretore certo “non induce all’ottimismo” circa l’esito del ricorso annunciato da Giulini.
Red.
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