Sventata rapina oggi a Melano: i rapinatori erano attesi
I minuziosi controlli alle dogane che hanno causato forti rallentamenti in uscita dalla Svizzera, i posti di blocco, le auto della polizia nelle immediate vicinanze dell’Ufficio postale di Melano (Ticino) avevano sin da subito fatto pensare ad una rapina, almeno tentata, ma la polizia per alcune ore ha negato. Poi la conferma giunta poco fa: almeno tre individui stavano tentando un colpo a mano armata alla Posta di Melano. Due sono stati arrestati alle 7.30, un terzo è stato fermato poco più tardi a Lugano.
La Polizia cantonale e il Ministero Pubblico comunicano che oggi, poco prima delle 7.30 sono stati fermati due cittadini stranieri di 59 e 36 anni, residenti all’estero, intenzionati a commettere una rapina a mano armata nel Comune di Melano. I due erano attesi dai reparti speciali della polizia cantonale e nonostante un tentativo di fuga sono stati acciuffati immediatamente. Una pistola sarebbe stata trovata in un giardino vicino.
Il fermo, vista la situazione delicata e potenzialmente pericolosa, effettuato da agenti del Reparto Interventi Speciali unitamente ad agenti della Polizia Giudiziaria è stato possibile grazie ad una pianificata e strutturata operazione interforze effettuata in stretta collaborazione tra la Polizia cantonale, il Comando Provinciale Carabinieri di Bergamo e le Guardie di Confine. L’importante dispositivo messo in atto ha coinvolto anche numerose pattuglie dei Reparti Mobili e della Gendarmeria Territoriale che hanno effettuato differenti posti di blocco in tutta la regione.
Un terzo presunto autore, un 46enne cittadino straniero residente nel Luganese, è stato arrestato, sempre da agenti del Reparto Interventi Speciali, in mattinata al suo domicilio di Lugano-Besso. L’inchiesta è coordinata dal Procuratore Pubblico Paolo Bordoli.
Operazione effettuata in collaborazione con la polizia italiana
L’operazione è stata coordinata grazie al Centro di coopoerazione di polizia e doganale istituito nell’ambito degli accordi di Schengen. Il dispiegamento di forse è stato importante. Da parte svizzera sono stati mobilitati una cinquanta agenti di polizia e una ventina di guardie di confine. Per impedire una eventuale fuga dei malviventi è stato attuato anche un blocco delle frontiere durato una ventina di minuti. L’operazione ha portato al sequestro di un’auto e di una moto rubate all’estero, e di due pistole cariche e pronte all’uso.
Come hanno sottolineato il comandante della polizia cantonale ticinese colonnello Matteo Cocchi, e il maggiore Riccardo Ponzone del nuclo carabinieri di Bergano, la collaborazione è stata positiva ed efficace.
Com./Red.
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