Mulini di Gurone, un investimento ambientalista
Legambiente ha lanciato una raccolta fondi per l’acquisto dei Mulini di Gurone, nei pressi di Malnate (VA), dove l’associazione ambientalista intende costituire un centro per il volontariato ambientale che diventi un punto di riferimento per il turismo sostenibile e i percorsi di educazione ambientale.
Si tratta di un vero e proprio investimento immobiliare, senza interessi né spese. Un’operazione originale per un’associazione ambientalista, ma che si spiega con la volontà di realizzare un progetto di recupero, custodia e messa a disposizione della comunità di un’area preziosa dal punto di vista storico e naturalistico.
L’iniziativa parte da lontano e racconta dell’inquinamento dell’Olona, di una vertenza vinta, di un bell’esempio di cittadinanza attiva, di una lotta persa a metà per la salvaguardia dell’abitato storico.
“Il punto di partenza è la costituzione in parte civile di Legambiente nel 1994 contro la Verniciatura Negri che aveva inquinato le falde acquifere nel comune di Malnate due anni prima – ricostruisce Alberto Minazzi, coordinatore dei circoli del Cigno Verde della provincia di Varese -: il Tribunale ha condannato la ditta e riconosciuto un indennizzo economico all’associazione e ai cittadini che si erano impegnati nella battaglia legale.”
Gli ambientalisti malnatesi decisero di investire sul territorio il denaro ricevuto (circa 20 mila euro). La scelta si concentrò in particolare su un’area ai margini urbani, ma di estremo valore: i Mulini di Gurone.
“Il Circolo Legambiente di Malnate – spiega Laura Balzan, attuale presidente e tra i protagonisti fin dall’inizio – ha sempre sostenuto la necessità di salvaguardare l’area naturale e l’abitato storico dei Mulini, minacciato di delocalizzazione dal progetto della diga di laminazione delle piene dell’Olona.”
Oggi la situazione è mutata: la diga è stata realizzata, ma l’edificio è stato protetto e le opere di compensazione hanno ripristinato la naturalità dell’area e l’hanno valorizzata con le aree umide. Un luogo ideale per attività di educazione ambientale e per ospitare campi di volontariato; azioni che l’associazione già intraprende in altre località della provincia ma che così potrebbero godere di una continuità effettiva.
La zona potrebbe inoltre diventare attrattiva per il cicloturismo. Da qualche tempo, infatti, si discute del collegamento ciclopedonale lungo i binari dell’ex ferrovia della Valmorea da Castiglione a Mendrisio: un tracciato che si unirebbe dunque, da una parte, alla rete ciclabile europea che dalla Svizzera prosegue fino al Nord, dall’altra, all’itinerario già presente da Castiglione a Castellanza e che continuando si innesta nella rete provinciale milanese e nell’itinerario nazionale FIAB
L’iniziativa si colloca in una rete di collaborazioni con altre iniziative di carattere naturalistico, come il rafforzamento del corridoio ecologico tra il Plis (Parco Locale di Interesse Sovracomunale) “RTO” e il Plis “Valle del Lanza” e l’istituzione dei nuovi parchi in via di definizione “Cintura Verde – Varese Sud” e “Valle della Bevera”.
E’ possibile sottoscrivere quote da 25 euro l’una, direttamente online sul sito www.buonacausa.org/sosmulini oppure tramite bonifico bancario intestato a Legambiente Varese Onlus – piazza De Salvo 8 – 21100 Varese, presso Banca Etica. IBAN: IT37A0501801600000000122315 (otto zeri consecutivi), causale SOS Mulini.
Comunicato
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