Italia: disoccupazione in crescita anche nel 2013
Lo afferma l’ultimo rapporto dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo in Europa (OCSE), che per quest’anno prevede un nuovo calo del prodotto interno lordo (PIL) italiano, cui dovrebbe fare seguito un livello pressoché invariato nel 2013. Sono soprattutto i giovani e i lavoratori meno qualificati a perdere il lavoro.
Secondo l’OCSE la situazione migliorerà con la riforma del mercato del lavoro. «È un passo importante – spiega l’Ocse – Se sarà immediatamente e completamente applicata le misure contenute nella riforma possono ridurre significativamente la segmentazione del mercato del lavoro».
L’OCSE sottolinea che il costo occupazionale della crisi non è distribuito in modo uniforme. Il tasso di disoccupazione di lungo periodo, un indicatore particolarmente adatto a descrivere le difficoltà del mercato del lavoro, è aumentato in modo violento tra i giovani. Pur in misura più contenuta rispetto ai giovani e ai lavoratori con basse qualifiche, la disoccupazione di lungo periodo è aumentata anche per gli uomini tra i 25 e i 54 anni. Allo stesso tempo, essa è rimasta relativamente più stabile tra le donne e i lavoratori meglio qualificati.
Nel confronto con la media OCSE, in Italia l’aumento del tasso di disoccupazione di lungo periodo è stato più marcato e distribuito in modo più ineguale tra categorie socio-demografiche.
I fattori che concorrono a spiegare perché la crisi abbia colpito soprattutto i giovani sono numerosi. Innanzitutto, i nuovi arrivati nel mercato del lavoro mancano di esperienza. Questo fattore di svantaggio è ancora più penalizzante quando si manifesta in un periodo di crisi, dell’ampiezza di quella attuale.
In secondo luogo, i giovani italiani sono spesso occupati con contratti atipici – in particolare contratti a termine e le altre forme di lavoro relativamente più precario. Ciò spiega perché i giovani sono anche i primi a perdere il lavoro quando le condizioni economiche peggiorano.
Nell’area OCSE i disoccupati sono 47,7 milioni; rispetto ad aprile si riscontra un aumento di 300mila persone, e quasi 15 milioni in più rispetto all’inizio della crisi finanziaria iniziata alla fine del 2007. Nell’eurozona il tasso di disoccupazione in maggio risultava del 11,1%, il più alto mai registrato.
Red./Comunicato
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