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A Chiasso l’arte di Joseph Beuys

21 maggio 2012 – 15:55Nessun Commento

Locandina della mostra

Il genio dell’artista tedesco Joseph Beuys approda allo Spazio Officina di Chiasso dal 25 maggio all’8 luglio 2012. Beuys fu tra gli esponenti originari di Fluxus, movimento neo-dadaista dei primi anni Sessanta sviluppatosi in parallelo, e spesso in contrapposizione, alla pop art e al minimalismo negli Stati Uniti e al nouveau réalisme in Europa; Fluxus segnò profondamente l’arte e la comunicazione.

L’esposizione presenta per la prima volta in Europa la rassegna più completa di manifesti autografi di Beuys (nato a Krefeld, in Germania, nel 1921 e deceduto a Düsseldorf nel 1986), come pure i suoi multipli e i video. Si tratta di una particolare selezione di opere e materiali che delineano il sistema di comunicazione dell’artista, un vero e proprio “arsenale di propaganda” di idee e pensiero, dal 1964 fino all’anno della scomparsa.

Per questo la mostra, curata da Antonio d’Avossa e Nicoletta Ossanna Cavadini, prende il titolo “Joseph Beuys: ogni uomo è un artista – Manifesti, multipli e video”. L’esposizione presenta oltre 230 manifesti firmati, in cui traspare il concetto artistico di Beuys, per il quale era fondamentale utilizzare la comunicazione di massa al fine di veicolare e trasmettere le proprie idee. L’opera dell’artista era mirata a sollecitare la gente, a suscitare reazioni estetiche ed artistiche in un vasto strato di pubblico.

Per avvicinare il mondo all’arte, Beuys produsse dei multipli delle proprie opere, che prendono la forma di edizioni, cartoline, foto, oggetti prodotti in serie e altro ancora: l’opera, la sua opera, diventa così riproducibile, si riproduce, e quasi al pari di un prodotto consumistico si rende fruibile ad un maggior numero di persone, diventa moderna, simpatizza con il sistema commerciale. La sezione dedicata ai multipli rappresenta un ampio periodo, compreso tra il 1965 e il 1986, in cui l’artista ne creò oltre 600, poi definiti come vehicle art, “veicoli dell’arte… idee e memorie permanenti, punti di riferimento, monumenti trasportabili”.

I video, infine, coprono il periodo dal 1964 al 1986, e documentano alcune “azioni” di Beuys, ovvero operazioni artistiche durante le quali egli interveniva “in diretta” su vari aspetti della realtà; in queste occasioni l’artista coinvolgeva il pubblico tramite spiegazioni, discussioni, idee concettuali, eccetera, instaurando un fitto dialogo con esso. Tra i video presenti “I like America and America likes me”, registrato nel 1974 a New York, e “Coyote III”, ripreso nel 1984 a Tokyo.

La mostra vive, o meglio, si completa in relazione a quella consacrata a Fluxus, in corso (fino al 22 luglio) presso il m.a.x. museo di Chiasso; dal 1963, infatti, il maestro tedesco aderì alle prime manifestazioni del movimento, allontanandosene successivamente, ma mai dimenticando le relazioni con George Maciunas (fondatore di Fluxus) e Nam June Paik, uno dei pionieri della videoarte.

Red./Com.

 

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