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A Varese il film dei Frontaliers batte Sanremo

20 febbraio 2012 – 07:02Nessun Commento

Sala gremita per la prima italiana dei "Frontaliers" (foto LT)

La prima italiana di “Frontaliers” è stata seguita a Varese da più di 500 persone, le quali, come ha sottolineato l’attore protagonista Flavio Sala alias Roberto Bussenghi, “i’han preferii ul film püttost che sta a cà a guardà Sanremo”.

Non pochi varesini intervistati da www.infoinsubria.com hanno continuato sul paragone Frontaliers-Sanremo, soprattutto mettendo in evidenza quanto il film abbia saputo far ridere senza dover ricorrere a fiorite parolacce, al contrario del Festival della musica italiana, aperto quest’anno dalle volgarità dall’accoppiata formata dai comici Luca e Paolo, poi rintuzzate da un Celentano anomalo.

Flavio Sala è rimasto letteralmente basito dall’affluenza di pubblico italiano, e si è chiesto in che modo sia venuto a conoscenza del film. In sostanza i varesini da noi interpellati si sono avvicinati ai “Frontaliers” tramite internet e youtube, mentre sono in minoranza quelli che ne hanno fatto preventiva esperienza attraverso Rete 3. L’emittente ticinese, che non copre la zona di Varese, difatti viene seguita solo dai frontalieri doc, ovvero da coloro che ogni giorno ne odono le frequenze in ufficio.

Flavio Sala presenta il film nei panni di Roberto Bussenghi

Se chiediamo a costoro in quale misura il film “Frontaliers” rispecchi la realtà, beh, le risposte spaziano di poco. C’è chi conferma che “è proprio così! Gli stereotipi su cui giocano Bussenghi e Bernasconi sono effettivi, e illustrano la proverbiale fiscalità degli svizzeri” e c’è chi aggiunge che “perlomeno gli svizzeri alla dogana lavorano”. “Ad ogni modo i due comici non sollevano alcun dissapore, anzi fanno ridere: sono proprio forti!”

Quasi impressionanti le nozioni detenute dai varesini circa le altre personalità che animano la pellicola: dai gruppi musicali “Piace?” e “Vad Vuc” al rapper Maxi B, ai quali si accosta il presentatore Matteo Pelli, addirittura rinominato “erede del più basso e anziano, ma mitico Bigio Biaggi”.

Insomma, il film è stato sdoganato al meglio anche in Italia, dove ha dimostrato di avere un folto seguito. Alla luce di tanta popolarità, Sala e Guglielmoni (“il doganiere Loris J. Bernasconi”) stanno maturando l’idea di girare un vero e proprio film, con un capo e una coda e la classica durata di un’ora e mezza: “per il momento, però, il progetto sta semplicemente uscendo dal cassetto”, conferma Sala.

Loris Trotti

 

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