I Frontaliers alla conquista del box office: l’intervista
Quest’anno le avventure del frontaliere Roberto Bussenghi e della guardia di confine svizzera Loris J. Bernasconi, i personaggi creati da Rete Tre della RSI, si potranno seguire anche sul grande schermo, in una compilation di nuovi sketch e inserti inediti girati appositamente. La prima è prevista venerdì 25, mentre sabato 26 novembre alle 14.30 al Cinestar di Lugano ci sarà un pomeriggio evento. Una occasione per raccogliere questa intervista esclusiva con i due protagonisti, e per farci spiegare dal terzo della compagnia, Davide Bassi, portavoce delle Guardie di confine, le origini della versione cinematografica.
Chi è che ha avuto l’idea dei Frontaliers: Bernasconi o Bussenghi?
Bernasconi: “Lui”.
Bussenghi: “Io. È vita vissuta sulla mia pelle, ogni giorno lavorativo che il Signore manda in terra“.
A questo proposito, la deontologia giornalistica ci impone di precisare, anche a costo di deludere molti fans, che Bussenghi non è un frontaliero. Si chiama Flavio Sala e non è nemmeno italiano, come ha confessato in una intervista realizzata lo scorso anno. E Loris J. Bernasconi, anche se interpreta questo ruolo magistralmente, non è una vera guardia di confine. In verità risponde al nome di Paolo Guglielmoni e conduce una normale esistenza di dipendente di Rete Tre. Comunque è vero che gli sketch hanno avuto subito un grande successo. Come si spiega questo fenomeno?
Bussenghi: “La saga “buca” perché trova radici forti nel Territorio insubrico, che conta un pubblico più vasto della sola Svizzera italiana, e poi tutte le generazioni sono coinvolte. Dal bambino al nonno, tutti si divertono con me e Bernasconi. Frontaliers è un prodotto per famiglie. Mai volgare”.
Dalle reazioni che ricevete, da quale parte della ramina Frontaliers riscontra il maggiore successo?
Bussenghi: “Fifty, fifty. Cinquanta e cinquanta. È una soddisfazione enorme. Vuol dire che il messaggio della serie arriva forte e chiaro e che il pubblico – che siano “svisserotti” o “azzurri” – prima si diverte ma poi anche riflette su certe contraddizioni legate alla vita di confine. Quello dei reciproci pregiudizi è un tema che tutti capiscono perché ce li abbiamo nel DNA, i cliché. Noi Italiani quando pensiamo agli Svizzeri. Gli Svizzeri quando pensano a noi Italiani. I Frontaliers di Rete Tre cercano nel loro piccolo di muovere le cose all’insegna della distensione”.
Avete anche delle reazioni negative? In fondo Bernasconi non è che faccia una gran bella figura?
Bernasconi: “Il fatto che io, Loris J., sia il peggior agente guardia di confine della storia elvetica, ha permesso a Rete Tre di avviare un fruttuosissimo sodalizio con le Guardie di confine Regione Ticino con le quali la RSI, Radiotelevisione svizzera, il 16 dicembre pubblica un secondo DVD, “VIDEO FRONTALIERS 2″ (dopo il CD “Frontaliers Reloaded del 2009″ e il primo DVD dei Frontaliers, dell’anno scorso). Il Comandante delle Guardie, Mauro Antonini, mi ama. Per quanto riguarda la visione stereotipata del Loris dell’altro, del diverso da lui – negli sketch incarnato dal Bussenghi – vale il discorso fatto sopra. Scoperchiando il vaso di Pandora dei reciproci pregiudizi, parlandone apertamente, utilizzando parole come “azzurro”, “badolla”, “badino” o “svisserotto”, vogliamo trasmettere a Svizzero italiani e Italiani il messaggio contrario. Cerchiamo di conoscerci un po’ meglio, facciamo lo sforzo di guardare oltre le apparenze: ne guadagneremmo tutti”.
Come andrà avanti questa storia? Vi rivedremo ogni anno a Natale?
Bernasconi: “Nessun progetto concreto è ancora sul tavolo. Siamo concentratissimi sull’uscita di “FRONTALIERS al CINEMA” che arriva in sala venerdì 25 novembre con una distribuzione importante nella Svizzera italiana: Mendrisio, Lugano, Massagno, Bellinzona, Giubiasco, Locarno, Ascona, Acquarossa. Il DVD l’anno scorso è stato acquistato da moltissimi amici d’oltre confine. Speriamo che anche il film dei Frontaliers trovi lo stesso pubblico bipartisan! Sarebbe un grande regalo. La ciliegina sulla torta per un prodotto che vuole fare ridere al di qua e al di là della ramina. Ridendo, la tensione si allenta. E i tanti punti in comune affiorano”.
Com’è nata l’idea di proporre qualcosa anche per il grande schermo?
Davide Bassi, portavoce delle Guardie di confine (esiste veramente): “Morandini Film Distribution, la casa di distribuzione di Mendrisio che si occupa dell’uscita dei film in lingua italiana su territorio nazionale, ci ha proposto di fare il grande salto: le facce di Bussenghi e Bernasconi proiettati da venerdì 25 novembre in tutte le sale della regione (Mendrisio, Lugano, Bellinzona, Giubiasco, Locarno, Ascona, e, da inizio dicembre, ad Acquarossa). Il valico di Brusata-Bizzarone sparato in tutta la sua bellezza su grande schermo. Non siamo riusciti a dire di no. Abbiamo lavorato sodo per far ridere e sorridere chi verrà a vederci in sala. FRONTALIERS al CINEMA è tutto in HD, ma non abbiamo lavorato con quelle cineprese che si vedono nelle foto dei set hollywoodiani. Avevamo una troupe ridotta, non le 200 e passa persone di “Mission impossibile” con Tom Cruise. Direi che questo ci aiuta a rimanere coi piedi per terra. A lavorare con il sorriso sulle labbra, sapendo che la nostra forza è essere locali, mica internazionali.”
Dalla radio, alla televisione, al cinema: quanto lontano intendono ancora andare i Frontaliers?
Davide Bassi: “Non è una questione di successo, ma di qualità di quello che offriamo. Non imbrogliare la gente è la base di tutto il nostro lavoro. In altre parole, sviluppiamo solo quei progetti che fanno progredire il rapporto tra il pubblico, i personaggi e l’autorità. Da venerdì 25 novembre, FRONTALIERS al CINEMA, fanno parte di questa voglia di sorprendere sempre chi ci segue.”
Michele Andreoli
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da azzurro frontaliere devo dire..peccato non vederli anche nei cinema italiani!!!