Imbranati a chi?
I frontalieri non ci stanno a essere considerati pericoli al volante. Dopo la sparata del Mattinonline.ch che a seguito di un incidente, in cui era coinvolta una cittadina italiana, ha sparato a zero, sui frontalieri al volante, le reazioni italiane non si sono fatte attendere.
Il leghista (italiano) Cristian Tolettini, non vuole farsi invischiare nella polemica. Anzi, la sparata dei cugini del Mattinonline.ch sul pericolo degli italiani al volante, la legge come una polemica estiva che non va nemmeno commentata.
Ma se l’ufficialità sceglie il profilo basso, sui blog e in Facebook, i frontalieri e in genere i Lombardi proprio non ci stanno a passare per imbranati al volante. “Ma come si permettono di chiamare pericoli ambulanti noi, proprio loro che sulle nostre strade ne combinano di tutti i colori?”. “Dagli svizzeri accettiamo al massimo lezioni sugli orologi a cucù ma come si guida, questo proprio no!”
La polemica è nata alcuni giorni fa dopo che una frontaliera, a Dongio, in Val di Blenio era stata coinvolta in un incidente. Il Mattinonline.ch. aveva subito cavalcato la vicenda, polemizzando sul pericolo costituito dai frontalieri al volante e in particolare le donne. “Smettiamola di lasciar guidare i frontalieri in certe fasce orarie: devono per forza venire da noi a fare i pericoli pubblici? O meglio, facciamo che i frontalieri smettano proprio di guidare in Ticino, costringendoli a utilizzare i mezzi di trasporto pubblici. Meno incidenti, meno inquinamento, più benessere per i ticinesi”. Questo il tenore dell’intervento del quotidiano leghista (ticinese). Una provocazione che non è passata –evidentemente- inosservata scatenando, in rete, una ridda di reazioni. Insomma, la Lega dei ticinesi ha da tempo individuato uno dei suoi obbiettivi preferiti e “paganti” in termini elettorali: i frontalieri. E’ evidente che “Nano e Co” non perdano occasione per colpire “a prescindere” chi arriva d’oltre frontiera. Alla fine, anche la presunta incapacità degli italiani a guidare diventa un argomento “politico”. Che tristezza!
Mario Besani
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