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Grandi opere: italiani, fate come noi!

14 luglio 2011 – 23:10Nessun Commento

La Neat è in fase di ultimazione. L'apertura del tunnel più lungo del mondo avverrà probabilmente entro il 2016. Un anno prima del previsto. (foto Alptransit AG)

A invitare l’Italia a darsi una regolata per migliorare le infrastrutture ferroviarie è la Svizzera. In un vertice a Milano, il capo dell’ufficio federale dei trasporti, Peter Fuglistaler, sollecita il governo italiano a introdurre, come ha fatto la Svizzera, la tassa sul traffico pesante che permetterebbe di garantire il finanziamento delle grandi opere e di togliere i camion dalla strada.

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Probabilmente già entro il 2016, con un anno di anticipo rispetto al previsto, la Svizzera potrà inaugurare il tunnel più lungo del mondo: 57chilometri. Si tratta della galleria di base del San Gottardo, (Nuova trasversale ferroviaria alpina, Neat) con la quale si punta a trasferire tutto il traffico pesante d’ Europa dalla strada alla ferrovia. O almeno lo si spera. Infatti, sia a Nord, in Germania, sia a sud, in Italia i cantieri di collegamento alla grande arteria svizzera languono con il rischio che la “Neat”, una volta in funzione, rimanga un’opera monca. Se in Germania i problemi sono soprattutto causati da una forte e organizzata opposizione, le opere di collegamento in Italia sono ferme a causa della mancanza di mezzi finanziari.

Peter Fuglistaler, sottosegretario presso il ministero dei trasporti svizzero, durante un convegno tenutosi a Milano, ha così invitato il governo italiano a finanziare le grandi opere ,compreso i collegamenti con la Svizzera,attraverso l’introduzione di una tassa sul traffico pesante. Esattamente ciò che ha fatto la Svizzera, pagandosi autonomamente sia il tunnel ferroviario del Lötschberg, già in funzione dal 2007 e quello del San Gottardo (57 km) di prossima apertura. Un investimento complessivo che supera i 30 miliardi di franchi  (25 Mia di euro).

80 centesimi al chilometro

Per ogni chilometro percorso su suolo elvetico, un autocarro paga 80 centesimi di franco. Un pedaggio che cumulato sull’arco di un anno frutta alla Confederazione oltre un miliardo di euro: (il doppio di tutti i dazi stradali incassati in Germania e Austria) che vengono quasi interamente investiti nelle infrastrutture ferroviarie. Insomma, la Svizzera, potrebbe indicare la strada. L’unica difficoltà è costituita dal fatto che, diversamente dalla Confederazione, in Italia, la lobby del trasporto su strada è potentissima e difficilmente si piegherebbe a una simile imposizione. Certo, tassare pesantemente il trasporto su gomma favorirebbe l’ambiente, la sicurezza e l’economia ma l’Italia, probabilmente, non è ancora pronta per una scelta simile.

Mario Besani

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