Referendum: una valanga di sì
Quorum raggiunto: per la prima volta negli ultimi 16 anni l’elettorato italiano, per si reca in massa alle urne legittimando i quattro referendum abrogativi in consultazione. Alla grande affluenza, che ha reso ininfluente il voto degli italiani all’estero, corrisponde anche a una netta bocciatura delle proposte del governo di Silvio Berlusconi che -ora più che mai- è confrontato a una grave crisi.
Da 16 anni, in Italia, nessun referendum aveva mai raggiunto il quorum. Questa volta, in ballo, c’era in particolare la reintroduzione del nucleare, la privatizzazione dell’acqua e il legittimo impedimento e l’elettorato non ha voluto mancare l’appuntamento. Infatti, le ultime cifre parlano di un’affluenza di almeno il 57%. Nettamente raggiunto, dunque, il quorum necessario. Ma a impressionare è soprattutto la valanga di sì che ha -di fatto- stroncato le proposte del governo. Stop al rilancio dell’energia nucleare (94%). Nettamente approvata anche l’abrogazione della legge sul legittimo impedimento (95%). Sempre il 95% dei votanti abroga le due proposte volte a privatizzare la gestione e la distribuzione dell’acqua.
Tutti a casa
Il risultato di oggi più diventa nuovamente uno strumento dell’opposizione per chiedere al centro-destra e a suo leader Silvio Berlusconi, di fare le valigie. E’ quanto chiede, ad esempio, il segretario del Partito democratico, Pier Luigi Bersani. “Quella che era una crisi politica conclamata – afferma Bersani – ora prenda la forma di un distacco profondo dai cittadini”. Il leader di Sinistra. Ecologia e libertà nonché governatore della Puglia, Nichi Vendola ha rincarato la dose: “oggi, il paese non ne può più e manda un messaggio chiaro: che liberino il campo e consentano all’Italia, attraverso elezioni anticipate, di tornare a respirare”.
Mario Besani
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