Carcere a vita per il delitto di Castel San Pietro
Nessuna attenuante per l’assassino di Beatrice Sulmoni. Dopo dieci ore di camera di consiglio, la Corte delle assise criminali di Mendrisio ha decretato la condanna all’ergastolo per Marco Siciliano, che lo scorso 25 marzo aveva ucciso la moglie incinta perché era di intralcio ad una nuova relazione sentimentale.
La Corte ha così accolto la richiesta di pena avanzata dalla procuratrice Rosa Item, riconoscendo Marco Siciliano colpevole di assassinio con premeditazione e di interruzione punibile della gravidanza.
Siciliano aveva prima somministrato alla moglie un sonnifero, poi l’aveva soffocata. Dopo aver gettato il cadavere nel lago di Como, aveva cercato di far credere che la moglie era fuggita, ingannando per nove giorni i familiari e la polizia.
La sentenza, letta dalla giudice Agnese Balestra Bianchi, sottolinea l’estrema gravità del delitto, le modalità subdole e ingannatorie con cui è stato eseguito, i motivi egoisti che l’hanno provocato. Condannando Siciliano all’ergastolo la Corte, conclude la sentenza, ha voluto ribadire il valore sacro della vita.
Red.
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