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Il dibattito sul velo

10 maggio 2010 – 07:21Nessun Commento

Paese che vai, usanze che trovi (foto cc justin)

A Novara una donna tunisina è stata multata perché si trovava vicino ad un ufficio postale con il viso coperto dal niqab, il velo integrale. Nel canton Argovia, nella Svizzera tedesca, il parlamento ha deciso di promuovere un’iniziativa popolare per vietare in tutta la Svizzera il burqa, l’indumento che copre integralmente il corpo e anche il viso. Insomma, il dibattito su queste usanze islamiche che ormai fanno capolino anche da noi, infuria in tutta Europa.

Secondo il sindaco di Novara Massimo Giordano, della Lega Nord, oltre alle ragioni di sicurezza il divieto è giustificato dalla richiesta agli immigrati di rispettare le tradizioni locali. Ulrich Schlüer, il politico di destra padre dell’iniziativa contro i minareti accolta dal popolo svizzero lo scorso novembre, sul divieto del burqa si dimostra insospettatamente tollerante: “Non sono favorevole a combattere contro tutti i singoli sintomi dell’Islam radicale”, spiega Schlüer in un’intervista pubblicata dalla “Basler Zeitung”. A suo avviso il vero problema dell’islamismo è il suo impatto politico. “Dobbiamo evitare che si imponga un diritto islamico parallelo a quello svizzero: questo sarebbe pericoloso”. Il deputato democentrista cita l’esempio di una 17enne che sarebbe stata rapita dal suo compagno in Svizzera e forzata a contrarre matrimonio: un atto contrario all’ordinamento elvetico.

La proibizione del burqa secondo Schlüer sarebbe quindi “superflua” . Altri sono i problemi da risolvere nei rapporti con le comunità islamiche. Per Schlüer è chiaro che l’indumento non deve essere permesso ad esempio in uffici pubblici o nelle scuole: ogni datore di lavoro ha inoltre già oggi la facoltà di emanare disposizioni in materia di vestiti per i suoi dipendenti. “Non possiamo e non dobbiamo invece controllare quello che le donne indossano a casa loro”.

Ma perché allora combattere i minareti e tollerare il burqa? “I minareti sono il simbolo dell’islamismo politico”, insiste il parlamentare. “In discussione sono le punizioni e i matrimoni forzati o il fatto che i bambini musulmani non possano partecipare alle lezioni di nuoto. Il burqa invece, in ultima analisi, è solo un abito”, conclude Schlüer.

Mario Besani

 

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