Caso HSBC: Francia sfrutterà i dati
La Francia continuerà a sfruttare anche a fini fiscali le liste rubate di conti di suoi cittadini nella banca ginevrina HSBC, nonostante la decisione di restituirla alla Svizzera. Lo ha dichiarato oggi il ministro del bilancio Eric Woerth, in visita a Pechino con il primo ministro François Fillon.
“Certo che (le liste) sono utilizzabili, lo Stato francese si occupa dei contribuenti francesi, sembra piuttosto naturale”, ha detto Woerth: “il procedimento giudiziario francese continuerà e quello fiscale pure, è chiaro”.
Ieri la giustizia francese ha accettato di trasmettere a quella svizzera i documenti sequestrati all’inizio dell’anno in casa di Hervé Falciani, l’ex-informatico della banca HSBC accusato del furto di numerosi dati presso la succursale ginevrina. “Sì, certo, (le liste) saranno trasmesse alla giustizia elvetica, è naturale e normale”, ha confermato Fillon.
Il Dipartimento federale delle finanze (DFF) ha fatto sapere dal canto suo che “la ratifica della Convenzione di doppia imposizione con la Francia resta comunque sospesa”. Tale accordo dovrebbe estendere l’assistenza amministrativa in ambito fiscale.
A questo riguardo Woerth ha dichiarato: “Ci vuole un po’ di tempo. Non immagino un solo istante che le autorità svizzere possano sospendere a lungo la ratifica, perché hanno preso questo impegno come tutti gli altri paesi hanno preso questo impegno”.
Svizzera avvertita ma…
Intanto, l’autore del furto, l’informatico italo-francese Hervè Falciani, ha giustificato il suo gesto affermando che aveva avvertito le autorità svizzere già nel 2006. (Ndr su cosa aveva avvertito le autorità svizzere? Che c’erano dei conti di evasori francesi nascosti nelle banche di Ginevra?) Visto che non aveva ricevuto risposta da Berna, Falciani ha così deciso di rivolgersi alle autorità di Parigi. L’ex-informatico della HSBC, nega comunque di avere tratto degli utili trasmettendo la lista dei clienti al fisco francese.
Falciani, afferma inoltre che il suo intento alla Hsbc era di “far evolvere il sistema nel senso positivo” e di essersi invece reso conto che “la vecchia guardia si opponeva ai cambiamenti”.
Dati difficilmente utilizzabili
Secondo Alexandre Zeller,direttore generale della HSBC Private Bank (Svizzera) la lista trasmessa dal suo ex-impiegato, alle autorità francesi contiene delle “inesattezze” e delle “incoerenze”.
“La persona che abbiamo impiegato lealmente durante otto anni ha rubato i pezzi di parecchi puzzle e ha cercato di metterli assieme. Questi dati sono tuttavia difficilmente utilizzabili, sia sul piano tecnico che dal lato giuridico”, ha spiegato Zeller in un’intervista pubblicata da “Le Matin Dimanche” e dalla “SonntagsZeitung”. Redazione/Agenzie
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Anche il fisco svizzero può utilizzare dati fiscali ottenuti tramite un delitto. Il problema delle prove illegali è molto discusso sia in diritto penale che in diritto fiscal.
Dr. Avv. Tuto Rossi