Carne di cavallo: in Italia risultati preoccupanti
Quasi un campione su dieci esaminati è risultato adulterato dalla presenza di carne equina non indicata in etichetta Per Coldiretti si tratta di “uno scandalo senza precedenti”. I risultati delle attività di controllo del Ministero della Salute fanno emergere che sui 454 campioni prelevati dai Nas 33 sono risultati positivi per presenza di carne equina superiore all’1 per cento, che doveva invece essere dichiarata.
“Uno scandalo senza precedenti che ha truffato circa 30 milioni di consumatori che acquistano piatti pronti, ha danneggiato le ditte che si sono comportate correttamente e ha distrutto il mercato della carne di cavallo in Italia – sostiene il presidente della Coldiretti Sergio Marini – Non si deve archiviare sbrigativamente un inganno globale che ha colpito un prodotto sui cinque esaminati grazie all’attività dei Nas dei Carabinieri.
Occorre, invece, fare immediatamente chiarezza sulle cause e i colpevoli per eliminare tutti i prodotti a rischio dal mercato, ma anche – sottolinea Marini – per prendere le precauzioni necessarie affinchè questa situazione non si ripeta mai più per la carne e per tutti gli altri prodotti alimentari. Una responsabilità che riguarda anche le Autorità pubbliche a livello nazionale e comunitario che – sostiene il presidente della Coldiretti – ora devono recuperare il tempo perduto con interventi strutturali come l’obbligo di indicare la provenienza e il percorso degli alimenti in etichetta per farla conoscere ai consumatori e scoraggiare il proliferare di passaggi che favoriscono le truffe.
Siamo di fronte ad un inganno globale che – continua Marini – ha coinvolto anche le più grandi multinazionali del settore che dovrebbero seriamente interrogarsi sui propri sistemi di controllo qualità e sulle politiche di approvvigionamento delle materie prime adottate fino ad ora. E’ stato infatti smascherato – precisa Marini – un giro vorticoso di partite di carne che si spostano da un capo all’altro dell’Europa attraverso intermediazioni poco trasparenti che favoriscono il verificarsi di frodi ed inganni.
Le aziende alimentari – conclude Marini – dovrebbero ora valutare seriamente l’opportunità di acquistare prodotti locali che offrono maggiori garanzie di qualità e sicurezza alimentare ed evitare lunghi, costosi ed inquinanti trasporti”.
Red./Com.
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