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La Svizzera si interroga sul federalismo

28 maggio 2011 – 07:09Nessun Commento

Federalismo equivale a equilibrismo: lo suggerisce il manifesto della conferenza sull’essenza dell’istituzione statale svizzera che si svolge ogni tre anni con il patrocinio della Confederazione. La sfida permanente è quella di conciliare gli interessi delle diverse entità statali, salvaguardando il principio della solidarietà.

Una sfida a cui si aggiungono le profonde trasformazioni sociali, economiche, demografiche e culturali che negli ultimi decenni hanno caratterizzato il panorama elvetico. Le persone non vivono più la loro vita nell’area circoscritta dalle istituzioni politiche tradizionali: cresce il divario tra aree economico-funzionali, identità territoriali e spazi politico- istituzionali. Come rispondere a queste tendenze che mettono a dura prova il federalismo?

Sono questi gli interrogativi affrontati a Mendrisio, dove 350 rappresentanti del mondo politico, economico, scientifico e dell’amministrazione statale svizzera si sono riuniti per discutere su come modernizzare e potenziare il federalismo svizzero. Alla luce delle nuove sfide insite nei mutamenti socioeconomici, demografici, culturali e tecnologici, la Confederazione, i Cantoni e i Comuni sono chiamati a ridefinire e rafforzare la loro collaborazione.

È stata anche l’occasione per interrogarsi sulle risposte istituzionali da dare alle profonde trasformazioni in atto. L’importanza e la legittimità delle nuove forme di federalismo, fra le quali possiamo annoverare la Conferenza dei Governi cantonali (CdC), la Conferenza tripartita sugli agglomerati (CTA) nonché la cooperazione tra le città, tra le aree metropolitane e oltre le frontiere nazionali è stata approfondita su diversi livelli.

È intervenuta pure la consigliera federale Simonetta Sommaruga, che nel suo discorso ha sottolineato come apertura, impegno, principio di sussidiarietà e cultura dello scambio fra lingue e culture, fra cantoni con molte risorse e cantoni più poveri, fra il rapporto generazionale, fra ricchi e poveri, ma anche fra cittadini e immigrati, siano opportunità di rinnovo dei principi federalisti e del principio di coesione.

Nel corso della tavola rotonda finale, moderata dal direttore generale dell’ente radiotelevisivo Società svizzera di radiotelevisione (Ssr) Roger de Weck, alla quale hanno partecipato i rappresentanti nazionali dei partiti di governo, è stato ribadito come il federalismo sia più vivo che mai.

Red./Comunicato

I contributi dei vari workshop, nonché le relazioni dei vari conferenzieri sono consultabili anche sul sito Internet www.foederalismus2011.ch.

 

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