Baselword: furto da record
A Baselword, il salone dell’orologeria e della gioielleria, in corso a Basilea, in Svizzera, astuti ladri hanno sottratto quattro splendidi diamanti, uno dei quali addirittura di 30 carati. I malviventi sono riusciti a fare perdere le loro tracce. Intanto, alla fiera basilese scoppia la polemica. Infatti, molti espositori, provenienti da tutto il mondo, denunciano, sistemi di controllo antiquati e carenti.
Un colpo d’altri tempi. Un’opera da grandi professionisti. Baselword, il salone dell’orologeria e della gioielleria di Basilea, una delle rassegne al mondo più prestigiose del genere, ha subito oggi un vero e proprio shock. Verso le 11, allo stand 3 si è sentito un urlo, riferiscono i testimoni. Il messaggio, in questo caso, è inequivocabile: furto. Infatti, una delle vetrine di un espositore, era stata svuotata. 4 diamanti di inestimabile valore, uno addirittura di 30 carati, erano spariti. Immediatamente sono state chiuse tutte le porte e gli agenti di sicurezza si sono messi alla ricerca dei malviventi. Questi erano però già riusciti a fuggire.
Un lavoro da professionisti
Secondo le prime ricostruzioni della polizia svizzera, due dei ladri, avrebbero distratto la commessa mentre i complici -utilizzando degli strumenti da veri professionisti- aprivano la vetrina contenente i 4 diamanti. Alla fine, tutta la banda si è dileguata. La commessa si è però avveduta del furto solo 10 minuti più tardi, dando così il tempo ai ladri di far perdere le loro tracce. Gli inquirenti, a questo punto, sperano di potere ricostruire l’accaduto e identificare i ladri, attraverso le immagini delle telecamere fisse installate nei locali della fiera.
Baselword: un obiettivo sensibile
Non è la prima volta che alla fiera basilese si registrano dei furti. Nel 2009, un ladro era riuscito a dileguarsi con una refurtiva di almeno 13 milioni di franchi. Fu comunque riacciuffato quasi subito. Ma il furto di oggi ha messo particolarmente in allarme gli espositori di Basilea. Molti hanno denunciato un sistema di sicurezza scadente e un numero insufficiente di telecamere. Oltretutto, a differenza di altre fiere simili nel mondo, dove ogni visitatore deve notificarsi, a Basilea, pagando semplicemente il proprio biglietto, chiunque è autorizzato a entrare. Un’accusa che gli organizzatori di Baselword non sono disposti ad accettare. “Se la nostra fiera fosse così insicura – ha detto il portavoce di Baselword, Bernard Keller- non ci verrebbe più nessuno”. Sarà! Tuttavia, proprio perché a Basilea gli operatori del ramo sono fra i più noti al mondo e la merce esposta raggiunge, spesso, valori inestimabili, Baselword dovrebbe essere a prova di qualsiasi malvivente.
Mario Besani
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