Zenna: agente si addormenta in garitta. Condannato
E’ costato caro il pisolino a un agente di guardia al posto di frontiera di Zenna, sul Lago Maggiore, fra Italia e Svizzera, che si era addormentato durante il servizio. La Corte di Cassazione italiana lo ha infatti condannato a 4 mesi di reclusione per il reato di abbandono del posto di servizio.Quattro mesi di reclusione per una “pennichella”. Un agente, italiano, addetto al controllo dei passaporti al valico di Zenna, sul Lago Maggiore, tra l’Italia e la Svizzera, avrà tempo di pentirsi lungamente per il colpo di abbiocco presogli proprio nel momento in cui un ufficiale dell’arma era a giunto al posto di frontiera per una verifica.
“Addormentato a bocca aperta” recita il rapporto dell’ufficiale che nella ricostruzione dei fatti accusa il sottoposto di avere dormito talmente profondamente da non essersi nemmeno accorto del sopraggiungere dell’auto di servizio con a bordo proprio l’ufficiale. L’agente, ha tentato di difendersi affermando che la sua debolezza non può essere ritenuta dolo in quanto non si era addormentato volontariamente. Tanto più, afferma il suo difensore, che il suo assistito si era assopito appoggiando la testa al vetro della garitta e non sul piano della scrivania come era stato scritto nel rapporto. Postura che dimostra più un crollo involontario che l’intenzione di farsi i fatti propri. Gli argomenti, come riferisce il Sole24ore, non hanno però convinto la Corte di Cassazione che ha confermato la condanna della Corte d’Appello.
Red.
Articoli correlati:
- Nucleare: italiani all’estero esclusi dal referendum?
- Pedofilo condannato a sei anni
- Novantenne condannato per furto di caramelle











