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Roche, campione del mondo per la ricerca

4 novembre 2010 – 09:21Nessun Commento

Una delle sedi operative della Roche (cc rastatter)

E’ la società farmaceutica elvetica Roche l’azienda che al mondo investe maggiormente in ricerca e sviluppo (R&S). A dirlo è uno studio di una prestigiosa società di consulenza internazionale la Booz & Company che per stilare la classifica ha messo a confronto paesi e grandi imprese in tutto il mondo.

Nel 2009, il gruppo farmaceutico svizzero, che ha la sua sede a Basilea, ha accresciuto le spese per R&S dell’11,6% a 9,1 miliardi di dollari. Una cifra enorme che la issa al prima posto al mondo fra le grandi società che fanno ricerca. Gli svizzeri hanno detronizzato Toyota che si era abituata da anni a condurre questa speciale classifica. Al secondo posto si piazza il gigante americano del software Microsoft, al terzo il produttore finlandese di cellulari Nokia, indica Booz & Company. Nella Top 10 si trova anche l’altro colosso renano della farmaceutica, Novartis. Ma l’industria elvetica si difende bene. Infatti, tra le prime mille classificate vi sono 29 società svizzere.

Un trend in controtendenza

Un dato preoccupante che emerge dallo studio di Booz & Company è il taglio generalizzato degli investimenti in R&S da parte delle grandi aziende. E’ la prima volta che questo succede. La diminuzione è stata del 3.5% pari a 503 miliardi. E’ soprattutto l’industria automobilistica (-14.3%) ad avere diminuito i suoi stanziamenti seguita da quella informatica e dall’elettronica che ambedue fanno registrare un taglio del 6,7%. Da questo punto di vista, le società svizzere sono in controtendenza. Esse hanno, infatti, aumentato i loro stanziamenti del 5,4% portandoli a 25,4 miliardi di dollari. Niente comunque se paragonato alle aziende cinesi e indiane indiani e cinesi che nel 2009 hanno incrementato i loro investimenti di ben il 41,8%. La quota di questi due paesi, rispetto alle spese totali, raggiunge tuttavia solo l’1%. Ai vertici restano il Nordamerica (38%), l’Europa (32%) e il Giappone (23%).

Red.

 

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