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La concorrenza fiscale intercantonale va bene così!

12 ottobre 2010 – 16:57Nessun Commento

Lago di Zugo al tramonto (cc Ralbisser)

Il prossimo 28 novembre, il popolo svizzero dovrà esprimersi su un’ iniziativa socialista che chiede imposte eque e lo stop all’abuso della concorrenza fiscale intercantonale. Il governo elvetico, ma anche i Cantoni -già sin d’ora- invitano a respingere l’iniziativa che definiscono “pericolosa e inutile”.

In Svizzera, ogni Cantone (Regione), può definire autonomamente la pressione fiscale. Molti enti locali, negli ultimi anni, per tentare di attirare sul loro territorio danarosi contribuenti, hanno ridotto drasticamente le imposte.

Zugo, Nidwaldo, Svitto, sono i Cantoni che più degli altri hanno fatto delle basse aliquote uno strumento di attrazione, ottenendo risultati più che egregi. Ma questa strategia, rischia di andare a detrimento degli altri Cantoni che per ragioni diverse non riescono a essere altrettanto concorrenziali. Si assiste così alla fuga dei buoni contribuenti verso regioni a pressione fiscale inferiore con la conseguenza che i Cantoni più poveri si impoveriscono ulteriormente.

Anche l’Europa mormora

L’attrattiva non è solo interna. Infatti, l’UE ha più volte criticato la Svizzera poiché i regimi fiscali agevolati attirano anche molti ricchi stranieri, imprenditori, attori, cantanti, atleti oltre a molte industrie e aziende, che decidono di stabilirsi nei cantoni svizzeri più interessanti fiscalmente fuggendo dai loro paesi d’origine a fiscalità più alta. (Si veda al  proposito un lavoro su un rapporto OCSE che critica la concorrenza fiscale)

Il Partito socialista svizzera (PS) nel 2008 ha lanciato un’iniziativa popolare -in votazione il prossimo 28 novembre- che punta a meglio disciplinare la concorrenza fiscale evitando abusi e ingiustizie fra i Cantoni.

Il PS vorrebbe in sostanza introdurre un’aliquota d’imposta minima del 22% sui redditi imponibili di oltre 250′000 franchi (192′000 €) e un tasso del 5 per mille sulle sostanze che superano i 2 milioni (1.5 Mio €). Il testo mira anche ad ancorare definitivamente nella Costituzione il divieto dell’imposta regressiva.

Tutti contro

Partiti borghesi, governi cantonali e Consiglio Federale respingono però l’iniziativa socialista. Il governo federale, in una presa di posizione ufficiale, afferma che la concorrenza fiscale garantisce imposte ragionevoli e un uso oculato delle entrate, e definisce l’iniziativa pericolosa e inutile. Secondo il ministro delle finanze uscente, Hans Rudolf Merz, “la concorrenza fiscale è un potente invito a gestire i soldi pubblici in modo parsimonioso e a prevenire ogni aumento delle imposte sconsiderato”. “Se l’iniziativa fosse accolta il 28 novembre, Cantoni e Comuni avrebbero inoltre meno remore ad aumentare l’onere fiscale” ha detto.

Sempre secondo Merz la concorrenza fiscale permette ai Cantoni meno favoriti di attirare imprese. Ridurre la possibilità di usare tale strumento infliggerebbe un colpo all’intera piazza economica svizzera e alla sovranità cantonale. Insomma, la proposta del PS sembra cozzare contro i principi del federalismo ma anche contro gli interessi economici dei Cantoni stessi. E’ indubbio che attrarre contribuenti danarosi dovrebbe fare l’interesse di tutti. Tuttavia, l’esempio di Zugo è sintomatico. L’arrivo di molti contribuenti ricchi ha generato l’esplosione dei costi di terreni e immobili. Non solo i ceti meno abbienti ma anche quelli medi, sono costretti a lasciare i centri per cercarsi casa in periferia. Gli appartamenti, nelle zone più pregiate del Cantone, sono diventati impagabili.

Mario Besani

 

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