I ratti mirano agli elettori della Lega
Nessuna sorpresa alla conferenza stampa dei committenti della campagna “balairatt”. Come ampiamente anticipato, si tratta di una iniziativa di esponenti dell’Unione democratica di centro (Udc), con alla testa il presidente Pierre Rusconi.
L’operazione va collocata nell’ambito delle elezioni politiche cantonali previste per il mese di aprile 2011. L’Udc, una formazione antieuropeista che a livello federale ha riscontrato crescenti successi, nel canton Ticino fa un po’ fatica a trovare spazio, essendo questo terreno politico saldamente nelle mani della Lega dei ticinesi.
Cosa c’è di meglio che copiare le tecniche propagandistiche della concorrenza per cercare di guadagnare terreno? E
così il piastrellista Fabrizio di Verbania è diventato un topo. Il successo non è mancato, anche se sia Rusconi che Ferrise hanno affermato di esser rimasti sorpresi del fatto che qualcuno possa ritenersi offeso da questo paragone.
Ferrise si è dichiarato completamente ignaro del fatto che nella storia della propaganda politica il ratto ha sempre assunto una valenza negativa. Eppure non bisognava neppure andare tanto indietro nel tempo per trovare qualche illustre esempio.
Nel 2004 proprio l’Udc svizzera aveva paragonato i socialisti fautori di un aumento dell’Iva a dei ratti, suscitando naturalmente un bel polverone. Ancora prima, nel 1940, nel film “L’eterno ebreo”, la propaganda nazista aveva paragonato gli ebrei a dei topi di fogna. Allora non c’erano state reazioni.
Il presidente dell’Udc Pierre Rusconi ha soprattutto sottolineato l’aspetto pedagogico dell’operazione – aiutare il popolo ticinese a rifletttere. Ma è lecito supporre che sotto sotto ci sia anche la speranza di guadagnare qualche voto. Il formaggio a cui mirano i ratti dei manifesti è insomma l’elettorato della Lega, e magari anche di qualche altro partito, visto che su queste tematiche è molto più facile guadagnare consensi con la demagogia che con discorsi seri e articolati.
Pierre Rusconi ha lanciato un appello agli imprenditori ticinesi affinché rinuncino ad impiegare dei frontalieri, come fa lui nel suo ufficio fiduciario. Vedremo se lo seguiranno in molti. Nel suo stesso partito su questo punto non sembra che ci sia unanimità di opinioni. L’imprenditore Udc Alberto Siccardi, ad esempio, non ha contribuito a finanziare la campagna, manifestando qualche riserva. Che probabilmente verrà sciolta in caso di vittoria elettorale.
Michele Andreoli
Articoli correlati:
- La Lega dei ticinesi e la coca della N’drangheta
- Varese: aperta la caccia ai gamberi della Louisiana
- La Lega dei ticinesi contro la moschea
- Prosperini agli arresti



