Frontalieri: lavoratori senza “legge”
Il comune di Verbania istituisce l’assessorato per i frontalieri. A guidarlo sarà Luigi Airoldi, neoassessore che promette di dare dignità a chi lavora all’estero e soprattutto una legge che riconosca i frontalieri.
Siamo solo a livello di buone intenzioni ma Verbania – primo fra i comuni della fascia di frontiera – istituisce un apposito assessorato dedicato ai frontalieri. A guidarlo sarà il neoeletto Luigi Airoldi che presentando il suo progetto ai sindacati di categoria e ai rappresentanti dei frontalieri, promette di fare sul serio.
“Ascolterò i loro problemi cercando di intervenire con le risorse a disposizione, a cominciare dai ristorni che i comuni ricevono dalla Confederazione su parte delle tasse pagate dai lavoratori. Mi piace pensare –ha detto ancora Airoldi- che possiamo far sì che quei soldi tornino a tutta la collettività ma vadano soprattutto a favore di chi li ha generati – ha aggiunto –. Penso poi di istituire una sorta di sportello per i frontalieri e resto aperto a ogni proposta”.
Per i 1000 lavoratori di Verbania e per gli altri 4000 nel resto della Provincia del VCO che ogni giorno si recano in Svizzera a lavorare, l’iniziativa è stata sicuramente considerata con grande interesse.La recente campagna denigratoria dell’UDC -nel Canton Ticino- che ha paragonato i frontalieri e i lavoratori stranieri in generale a ratti famelici, ha ulteriormente appesantito il clima per chi è costretto a emigrare per lavorare. Sentirsi “finalmente” spalleggiati dalla politica non può che fare bene.
Infatti, la risposta sindacale e dei rappresentati dei frontalieri è stata positiva, tuttavia, Mauro Tiboni, della Cgil, ha chiesto con urgenza il varo di una legge che riconosca lo status di frontaliere. Una richiesta non da poco considerando che chi varca la frontiera per lavoro vive spesso in un vuoto legislativo e di rappresentanza politica che in certi momenti diventa angosciante. Basti pensare che dopo l’adozione dello scudo fiscale, lo scorso inverno, i frontalieri hanno dovuto attendere per mesi, da Roma, i chiarimenti definitivi sul loro status fiscale. Dai rappresentanti dei frontalieri, accanto all’ apprezzamento per l’iniziativa, sono arrivati anche suggerimenti puntuali legati alle questioni della disoccupazione e della cassa malati. Antonio Locatelli ha sollecitato anche la revisione urgente degli accordi bilaterali. “Con la libera circolazione delle persone la nostra situazione é peggiorata” – ha dichiarato il canobino Zaniboni. La prova è la campagna inscenata dall’UDC nelle scorse settimane. Zaniboni ha comunque precisato che non vale la pena enfatizzare eccessivamente la questione. In Ticino, già si respira aria di elezioni regionali.
Red.
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