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L’Arcisate-Stabio: ferma al palo?

1 settembre 2010 – 15:45Nessun Commento

Saranno i convogli della TILO a collegare Lugano a Malpensa (foto L. Holländer)

Si respira un certo nervosismo dall’altra parte della frontiera. Un deputato della Lega dei ticinesi ha chiesto lumi al governo cantonale sui presunti ritardi nell’inizio dei lavori della ferrovia Arcisate-Stabio sul tratto italiano. L’assessore regionale alle infrastrutture della Lombardia, Raffaele Cattaneo è invece rassicurante. “Tutto procede secondo programma”, ha detto.

Certo, osservando il terreno su cui dovrebbe snodarsi la nuova linea, l’area dove dovrebbe sorgere il campo base a Gaggiolo, le scarpate dove dovrebbero essere perforate le gallerie, non si ha l’impressione che si stia lavorando. E’ vero, il percorso è tutto picchettato, segno che il progetto, almeno sulla carta, esiste, ma nulla di più. Non un autocarro, non una ruspa. Non una gru o un container. Il cantiere è ancora vuoto.

Eppure, dal Pirellone arriva la rassicurazione che tutto sta procedendo secondo i piani. La posa della prima pietra della ferrovia Arcisate-Stabio, che dovrebbe collegare la linea del San Gottardo allo scalo di Malpensa, risale a oltre un anno fa. Secondo quanto affermato, allora, dalle ferrovie italiane, competente per la tratta che dal confine svizzero procede per Arcisate, il cantiere sarebbe partito nei primi mesi del 2010 e concluso entro l’autunno del 2013. Ora, però, messe alle strette da un articolo apparso su La Provincia e ripreso anche dai quotidiani ticinesi, il governo regionale e le Ferrovie della Stato sono state costrette a venire allo scoperto. Se Raffaele Cattaneo ribadisce che tutto procede secondo i piani ma che invierà degli ispettori per verificare, le ferrovie italiane smentiscono la stampa ma poi ammettono che la linea sarà consegnata solo ai primi del 2014, sempre ammettendo che i lavori partano veramente nei prossimi giorni, altrimenti i tempi sono destinati ad allungarsi ancora.

Intanto, Lorenzo Quadri, della Lega dei ticinesi, oltre a sollecitare il governo ticinese a chiedere chiarimenti agli omologhi italiani, sui presunti ritardi, tradisce il timore che tutto ciò non sia che il preambolo a continui “stop and go” destinati a dilatare i lavori per anni. Un rischio che il Ticino non è disposto a correre. Tanto più che Bellinzona investe nell’opera una settantina di milioni di franchi. D’altra parte, si sa quanto strategica sia l’opera anche per la Lombardia. La regione e le province interessate, fin qui, hanno dimostrato grande determinazione nel portare avanti il progetto. Ciò, fa dunque ben sperare per il futuro del cantiere. Red.

 

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