Per la pace, sciopero del sesso!
Sciopero del sesso per far cessare la guerra: questo il soggetto della commedia messa in scena nel parco del Museo Pagani di Castellanza dagli allievi della Scuola di arte drammatica “Paolo Grassi” di Milano in occasione dei festeggiamenti per il 50esimo di fondazione del Liceo classico di Legnano.
In tante occasioni le sculture raccolte in questo suggestivo parco-museo hanno fatto da cornice a manifestazioni culturali di prestigio, e sabato 26 giugno la magia si è ripetuta. La manifestazione è stata organizzata da Pietro Bonzi, presidente dell’Associazione “Liceali sempre”, che non ha mai nascosto il suo amore per questo Parco dell’Arte. Ha saputo coinvolgere l’amico Luciano Mastellari, docente alla Scuola d’Arte Drammatica “Paolo Grassi” di Milano, che ha risposto con entusiasmo, vuoi per la sua professionalità e abnegazione, vuoi per un piacevole “Amarcord” che lo ha riportato indietro di trent’anni, quando all’inizio della sua carriera proprio in questo scenario on plain air aveva rappresentato il suo Jesus Christ Superstar.
Questa volta ha puntato su Aristofane, fondendo testi, mescolando personaggi, eliminando il coro, dando fisicità alle azioni e modernizzando il linguaggio. In “Uh, le donne di Atene”, ispirato alla commedia “Lisistrata”, le donne sono determinate a proporre uno sciopero del sesso pur di cambiare lo stato delle cose e ad opporsi alla stupidità del maschio e alla sua politica di guerra continua ai nemici vicini.
Il libero adattamento di Mastellari ha evidenziato le affinità con la società politico sociale contemporanea. L’entusiasmo e la bravura degli allievi del primo anno dell’Accademia hanno contribuito a mettere in luce la loro preparazione e i pregi di quella che da anni è la migliore scuola di teatro italiana. Il pubblico, che ha riempito tutte le gradinate del teatro e i posti in piedi tra gli alberi del parco, ha manifestato con entusiasmo di aver gradito e con i suoi applausi ha costretto gli attori a ripetute uscite.
Una bella serata di inizio estate, con una luna piena che ha giocato tra le statue e gli alberi e ha reso ancora più magico il gioco di luci e di ombre magnificamente create dall’architetto Michela Bonzi, di provata esperienza, nonostante la giovane età. Perfettamente adattata all’ambiente la realizzazione del suono di Marco Cattaneo.
Un trionfo di cultura e di gioventù carica solo di voglia di fare, voglia di creare, voglia di offrire e che ha liberato le fatiche e le tensioni di giorni nel dopo rappresentazione, continuando a dare sfogo alla propria esuberanza fisica in totale libertà, tra tartine e prosecco gelato, ballando e cantando canti rivoluzionari, gospel religiosi, ballate di mondine o cori da melodramma. Il regista non nascondeva la sua soddisfazione e capiva la libera esuberanza dei suoi ragazzi che avevano superato la prima grande prova di fronte a un pubblico numeroso. Il presidente ringraziava collaboratori, sponsor e anche la luna che era stata puntuale all’appuntamento. Carmen, la padrona di casa, guardava le ombre sulle sculture, i colori dei mosaici illuminati e godeva dell’atmosfera magica del suo Museo d’Arte Moderna all’aperto.
Filippo Bonzi
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