Automobilisti italiani: niente impunità in Svizzera
La polizia elvetica, da due settimane, ha accesso ai dati della motorizzazione italiana. Ora può conoscere i nomi di chi viola le regole della circolazione e recapitare la contravvenzione direttamente a casa. Le sanzioni sono retroattive per le violazioni al codice commesse durante gli ultimi tre anni.Nel 2009, subissata dalle violazioni del codice stradale da parte di automobilisti italiani, la polizia svizzera aveva deciso di congelare le contravvenzioni ritenute lievi (massimo 121 franco) e concentrarsi invece su quelle gravi, in attesa di avere accesso diretto ai dati della motorizzazione italiana. Ora l’accordo con le autorità italiane è stato raggiunto. In buona sostanza “la stradale” svizzera è in grado di identificare gli automobilisti italiani indisciplinati e recapitare direttamente al loro indirizzo in Italia la contravvenzione.
La questione potrebbe avere una rilevanza anche per coloro che si erano illusi di essere sfuggiti alle sanzioni, approfittando del congelamento temporaneo, deciso lo scorso anno, per l’impossibilità di evadere tutte le multe. Invece, grazie all’accordo, la polizia svizzera potrebbe riattivare tutte le contravvenzioni comminate a partire dal 2007. Infatti, anche le violazioni di lieve entità, si prescrivono in Svizzera, solo dopo tre anni, Insomma, pronti con il portafogli. Il sollecito potrebbe arrivare presto!
L’accordo appena raggiunto, rimette in equilibrio la situazione fra i due paesi. Infatti, a differenza dell’Italia dove l’accesso ai titolari dei veicoli è a pagamento, in Svizzera, la banca dati è disponibile gratuitamente sui siti della motorizzazione di tutti i cantoni elvetici. Red.
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