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Fastweb: Swisscom nascose la verita?

24 febbraio 2010 – 22:15Nessun Commento

Swisscom, all’ epoca dell’ OPA su Fastweb nel 2007, sapeva delle inchieste a carico dell’ ex AD della compagnia telefonica, Silvio Scaglia per un giro di fatture gonfiate. Particolari importanti che però aveva sottaciuto alla commissione parlamentare delle comunicazioni del parlamento forse per evitare che la politica mettesse il veto all’operazione. Swisscom è infatti un’ azienda controllata al 52% dallo stato.

A confermare che la politica non ne sapeva nulla è Filippo Lombardi, presidente della commissione delle comunicazioni del parlamento elvetico. Intervistato dalla Tv Svizzera, Lombardi dice di non averne mai saputo nulla. Proprio per questo, la vicenda Fastweb, potrebbe avere dei risvolti politici, soprattutto se -come si tema- il Gip di Roma, nei prossimi giorni, dovesse decidere il commissariamento di Fastweb. Ciò potrebbe significare la fine dell’ azienda o quantomeno un pesante rallentamento delle sue attività e l’impossibilità -ad esempio- di aderire a gare d’appalto indette dalla pubblica amministrazione. Insomma, il rischio di un pesante flop è dietro l’angolo. Tutto questo a fronte degli oltre 6 miliardi di franchi (3.7 miliardi di Euro) che Swisscom ha sborsato appena 3 anni fa per assicurarsi l’azienda milanese.

Molti gli allarmi inascoltati

Eppure, basta andarsi a vedere gli articoli della stampa italiana e svizzera dell’epoca per capire che erano in pochi a considerare la scalata di Swisscom a Fastweb un grande affare. In primo luogo, facevano notare gli analisti economici, Scaglia, dopo avere fondato l’azienda, specializzata in reti di comunicazione a fibre ottiche nel 1999, aveva tentato, già a partire dai primi anni 2000, di vendere l’azienda. Per questo aveva incaricato Deutsche Bank di trovare un acquirente. Nessun serio interessato si era però mai fatto avanti. “Vorrà pure dire qualcosa”, scriveva allora Ulrike Sauer, la commentatrice di Cash. Ma anche la vicenda delle fatture gonfiate, per la quale Scaglia era sotto inchiesta, era stata ampiamente riportata sui giornali ma evidentemente nessuno allora aveva pensato di intervenire, tantomeno la politica.

Solo un brutto incubo?

Intendiamoci! Fastweb, finora si è rivelata un affare per Swisscom. Gli ultimi risultati di esercizio, dimostrano come la tecnologia di Fastweb, sia all’ avanguardia e in continua espansione. Un sogno che pareva sin troppo bello. C’è solo da sperare che tutto sia chiarito al più presto e che Fastweb sia veramente vittima (come dice) e non protagonista in negativo di una vicenda che appare sempre più complicata e vischiosa: alla frode si è aggiunto anche il riciclaggio, in stretta connessione con la N’drangheta calabrese. Il primo contraccolpo, per il momento è stato solo borsistico: il titolo Fastweb a Piazza affari ha perso in poche ore il 10% del suo valore. Speriamo che tutto si fermi lì.

 

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