La Roma cambia padrone
Da Sensi a Fioranelli. Ormai la cessione della AC Roma, è cosa fatta. Dopo mesi di trattative, mezze conferme e mezze smentite ora ch anche Mediobanca ha dato l’ok l’operazione è giunta in porto. I figli della lupa cambiano padrone e diventano anche un pò svizzeri.
L’ultimo tassello mancante è il comunicato ufficiale. Il resto è fatto, documenti e strette di mano. Nelle prossime ore, la Roma comincerà una nuova era, cambio di proprietà e prospettive rumorose. Le cifre ruotano attorno ai 200 milioni di euro, investimento messo sul tavolo dalla cordata svizzera guidata dall’agente Fifa Vinicio Fioranelli per la rivoluzione al vertice di Trigoria. La fumata bianca arriverà ad inizio settimana (forse già lunedì l’annuncio), per buona pace dei protagonisti in campo, le banche su tutti. Unicredit e Mediobanca: è qua che si sono giocate le ultime ore di «sopravvivenza» della famiglia Sensi al timone della Roma. La storia fatta di debiti e scadenze non mantenute è nota, meno gli sviluppi alla base del cambio di rotta.
Il racconto parte dalla volontà di Unicredit di non concedere più dilazioni ai Sensi, esposti verso l’istituto bancario per 277 milioni di euro di debiti (passivo in capo all’holding di famiglia e controllante la As Roma, la Italpetroli). Un pressing silenzioso che aveva portato allo scoperto più di un corteggiatore, molti solo di facciata, Fioranelli e Volker Flick veramente interessati alla società giallorossa. E il ruolo di Mediobanca? La famiglia Sensi, divisa al suo interno sulle sorti del club, ha deciso di affidarsi a Cesare Geronzi nelle vesti di advisor per esaminare le eventuali offerte. In queste ore, la svolta. Mediobanca si è convinta di dire sì alla cordata svizzera dopo averne analizzato la solidità e il progetto perchè, questo il parere della banca, per acquistare la Roma occorre anche garantire il futuro tecnico della società in Italia e in Europa. Mediobanca e i Sensi.
Il via libera dell’istituto bancario diventa, così, vincolante per la famiglia che detiene la società dal ‘93. L’uscita di scena di Rosella Sensi deve ancora essere definita nei dettagli perchè c’è chi sostiene che quando gli accordi saranno noti in ogni virgola, l’attuale presidente ed amministratore delegato di Trigoria rimarrà nel club con un ruolo nel Cda ed una quota azionaria di circa il 5 per cento. La piazza capitolina è in fibrillazione, il calcio italiano pronto ad interrogarsi sul nuovo ingresso di attori fino a poche ore fa sconosciuti o quasi (Fioranelli è noto solo per le sue attività nel settore del calciomercato). I tifosi giallorossi sognano salutando il nuovo corso proprio nel pieno delle trattative per la prossima stagione. La Roma, nelle intenzioni dei nuovi proprietari, è destinata a tornare in gioco per i grandi obiettivi anche fuori confine perchè si racconta di circa 150 milioni di euro a disposizione della cordata svizzera da investire sul mercato nel prossimo quadriennio. Soldi da capogiro per una tifoseria, oggi, alle prese con un «tesoretto» potenziale e frutto solo di cessioni importanti e strategiche.
Spalletti rimarrà al timone della squadra salvo improvvisi colpi di scena. Tutta da definire, invece, la struttura societaria, gli uomini che faranno le operazioni nell’estate dei trasferimenti e che occuperanno i ruoli chiave all’interno di Trigoria. Ancora poche ore e la fine dell’era Sensi sarà ufficializzata anche nei comunicati. Fioranelli e Flick riescono là dove avevano fallito i russi della Nafta Mosca, ma anche gli intermediari che avrebbero voluto portare la Roma nel numero dei successi imprenditoriali di George Soros solo pochi mesi fa. La storia di una città con la testa nel pallone si aggiorna: Totti e De Rossi ripartiranno accanto a fuoriserie del calcio internazionale tali da lasciare la società in prima fila per diversi anni. Interminabili sono stati i dubbi e le perplessità di Mediobanca, advisor della famiglia Sensi. Interrogativi sulla serietà del progetto-Fioranelli che avevano fatto pensare anche ad una ritirata della cordata svizzera. In queste ore, il sigillo ad un’operazione destinata a sparigliare i giochi. In Italia e fuori.
Da: La Stampa
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