Un raggio di speranza per la Regio Insubrica
Il segretario generale della Regio Insubrica verrà designato dal Canton Ticino: è questa la proposta delle province italiane per far uscire la Comunità di lavoro transfrontaliera dalla paralisi in cui è venuta a trovarsi negli ultimi mesi.
Il consigliere di Stato ticinese Marco Borradori, che in estate aveva fatto balenare la possibilità che il Ticino potesse abbandonare la Regio, si è espresso positivamente sulle proposte avanzate da parte italiana per meglio definire struttura, compiti e attività della Comunità di lavoro. Il governo ticinese ha in particolare accolto con favore la proposta dei membri italiani della Regio di modificare gli statuti, in modo da attribuire al Canton Ticino la facoltà designare il segretario generale. Le polemiche suscitate dal desiderio dell’attuale presidente della Regio, il presidente della provincia di Varese Dario Galli, di sostituire l’attuale segretario generale, non erano state apprezzate da Bellinzona.
Concedendo al Cantone Ticino la facoltà di designare il segretario generale, le province italiane dimostrano di voler tener
conto della posizione particolare del Canton Ticino, che se da una parte, istituzionalmente ha competenze più vaste delle controparti italiane, dall’altra, nella Regio, si trova in minoranza rispetto alle cinque province confinanti.
In cambio, un’avvicendamento comunque ci sarà. Sembra di capire che l’attuale segretario generale Roberto E. Forte sia ormai disposto a cedere il posto a un successore. Da quanto si sente si sono già fatti avanti diversi candidati eccellenti. Si parla addirittura di esponenti politici di peso, come il Gran consigliere ticinese Edo Bobbià, il consigliere agli Stati Filippo Lombardi, oltre al consigliere nazionale della Lega dei Ticinesi Norman Gobbi.
Come ha sottolineato il presidente della Regio Dario Galli, in dicembre l’Ufficio presidenziale intende sottoporre all’Assemblea una lista di obiettivi concreti, quantificabili, nel campo della collaborazione turistica e culturale, ma anche nel settore dei trasporti, sia autostradali che ferroviari. Su questi temi, di grande importanza per entrambe le parti della frontiera, la Regio può assumere una importante funzione di coordinazione.
Da Bellinzona si attende ancora il risultato della riflessione sul futuro della Regio decisa dal Governo dopo le frizioni nate in seguito alle vicende dello scudo fiscale e ai disaccordi sulla designazione del segretario generale. Sulla base delle impressioni raccolte oggi, le conclusioni del rapporto, atteso nelle prossime settimane, non saranno troppo negative. Con il 2011, quando la presidenza della Regio passerà di nuovo ad un rappresentante del governo ticinese, la Comunità di lavoro potrebbe trovarsi di nuovo in acque più tranquille.
Michele Andreoli
Regio Insubrica: Dichiarazione d’intesa (Statuti)
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