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Don Luigi, da 74 anni al servizio delle anime di Marzio

16 maggio 2010 – 07:34Nessun Commento

Don Luigi Curti, Marzio (foto L. Holländer)

Don Luigi Curti, il 97enne parroco di Marzio, un pittoresco paesino sulle colline fra la Valganna e Brusimpiano, rivolto verso il lago di Lugano, ha un grave cruccio: cosa accadrà quando lui non si potrà più occupare delle anime degli abitanti del villaggio?

Per il momento, nonostante lui affermi di sentire il peso degli anni, il suo fisico sembra reggere bene. Quando andiamo a trovarlo, balza agilmente verso le sedie che sposta per accoglierci attorno al tavolo nella sua dimora. Colpisce la chiarezza della sua voce, la lucidità del pensiero, la capacità di rievocare i ricordi più cari, di spiegare la storia legata a Marzio, il suo spirito vivace e moderno, ma soprattutto la bellezza delle sue mani. Due mani dalla pelle perfetta, da ragazzino. Le sue prediche – dicono i parrocchiani, che sono fieri del “loro” don Luigi – sono memorabili per umanità e chiarezza. Eppure l’anziano uomo di chiesa afferma di non riuscire più, a causa degli acciacchi dell’età, a svolgere pienamente la sua funzione. “Dovrei poter visitare i malati, recarmi presso le famiglie per parlare con loro, ma il mio fisico non me lo consente più. Comunque sono

Da 74 anni al servizio delle anime di Marzio (foto L. Holländer)

sempre felice di accogliere ed aiutare chi viene a trovarmi”.

Don Curti ha chiesto di ritornare nella sua Verceia, in Valchiavenna, poiché teme di non poter più essere d’aiuto a Marzio. Ma, nel contempo, sa che dopo una sua partenza nella terra d’origine potrebbe rivelarsi difficile trovare un successore. Soprattutto – aggiungiamo noi – qualcuno che possa dare alla comunità di Marzio quello che egli ha dato sull’arco di ben settantaquattro anni. Qui è giunto il 4 dicembre del 1936, pochi giorni dopo l’ordinazione sacerdotale.

Era destinato a diventare professore nel seminario di Como, dove aveva studiato, invece il vescovo gli affidò le anime di Marzio. “Mai sofferto di malinconia? “All’inizio – confessa – quando mi assaliva, mi recavo al belvedere. Da qui sentivo, anche se in lontananza, i clacson delle automobili e mi dicevo: ma allora c’è ancora la vita…”. Oggi, invece, don Luigi afferma che di tempo non ne ha per intristirsi: dalle 5 del mattino fino a sera inoltrata il suo tempo é scandito dalle mille occupazioni quotidiane.

Marzio (foto L. Holländer)

La sua vita è stata ricca di incontri importanti. A Marzio ogni estate prendevano vita le colonie dei bambini di Milano, Como, Varese. E a Marzio, che vanta una gloriosa tradizione di rinomata località turistica, arrivavano parecchi villeggianti in cerca di aria buona e frescura. Fra questi anche personalità importanti. Tra tutti don Curti ricorda padre Agostino Gemelli, figura controversa per motivi storici ed etici, fondatore dell’università cattolica di Milano, ed Armida Barelli, fondatrice dei circoli della gioventù femminile di Azione cattolica. Oggi, segno del cambiamento dei tempi, a Marzio i bimbi delle colonie hanno lasciato il post a malati di SIDA e da coloro che soffrono di disturbi psichici. Ma numerosi sono anche gli studenti delle città insubri che scelgono la calma del villaggio delle prealpi varesine per prepararsi agli esami.

Gli abitanti sono pochi, come in tutte le piccole località discoste del mondo. Molte famiglie hanno scelto di vivere più vicino alle infrastrutture scolastiche. Chi è rimasto, comunque, è grato a don Curti per tutto quello che ha donato alla sua comunità, di generazione in generazione. Egli è anche un punto di riferimento culturale, oltre che spirituale, per gli abitanti: un piccolo esempio ci viene

Portone di Marzio (foto L. Holländer)

fornito dalla storia dei legami tra Marzio ed il Cantone Ticino che ci fornisce sulla soglia della casa parrocchiale. Lo stile che contraddistingue quest’ultima – ci fa rilevare – è svizzero. “Questo perché – spiega don Luigi – un tempo dipendevamo dalla pieve di Agno”.

Nel villaggio svizzero si trovano documenti che si riferiscono a Marzio. Altri li custodiva un notabile malcantonese che parlò del suo prezioso archivio a don Curti durante una gita in moto a Marzio. Purtroppo, quando il parroco si recò con una piccola “delegazione” di abitanti di Marzio nella villa del turista, un domestico annunciò la mesta notizia: il dottor centauro era stato vittima della sua passione per le due ruote ed era morto. La comitiva, delusa, fu introdotta nella vasta biblioteca, ma l’entità degli incarti che qui si trovavano scoraggiò qualsiasi iniziativa di ricerca… Questo è uno tra i mille aneddoti che racconta don Luigi Curti: così tanti che bisognerebbe raccoglierli in un libro. Per ora sono incisi nella memoria di tutti gli abitanti di Marzio, che per questo e tutto quanto ha dato e sta dando, sono grati al loro arzillo parroco.

Marina D’Alò

Pro Loco Marzio

 

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