Evergrande Espulsa dalla Borsa di Hong Kong: il Collasso Finale!

Dal 25 agosto, eliminata la presenza in borsa dell’ex gigante immobiliare cinese: non rispetta i criteri necessari per la negoziazione

Qual è stato il destino di Evergrande, il gigante dell’immobiliare cinese che gestiva asset per 50 miliardi di dollari e che è collassato sotto un debito di 300 miliardi di dollari?

Oltre alle manifestazioni dei creditori ingannati, sia in Cina che all’estero, che continuano a cercare qualche forma di compensazione, si sono perse le tracce della società e delle sue difficoltà.

Le azioni di Evergrande hanno concluso il loro percorso senza alcun onore. Recentemente è stata annunciata la decisione che Evergrande verrà rimossa dall’elenco della borsa di Hong Kong a partire dal 25 agosto. Ciò che rimane della società, un tempo emblema del boom immobiliare cinese, ora rappresenta un ostacolo per la ripresa economica della Cina. La società ha dichiarato che non si opporrà alla decisione di delisting.

Il primo segnale di crisi nel settore immobiliare è emerso alla fine del 2021, a seguito della restrizione sui prestiti imposta un anno prima dal governo centrale, culminando con il default di un bond in dollari nel dicembre 2021.

Questa situazione ha portato alla sospensione delle negoziazioni il 29 gennaio 2024, decisione presa dall’Alta Corte di Hong Kong a causa dell’assenza di un piano fattibile di ristrutturazione del debito estero da 23 miliardi di dollari, che ha portato alla liquidazione dell’azienda.

Dopo 18 mesi di sospensione dalle negoziazioni, la legge prevede che sia necessario dire addio definitivamente alla quotazione in borsa, con la quasi certezza che il delisting annulli le speranze di recupero degli investimenti.

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La vicenda di Evergrande è un intricato intreccio di partecipazioni societarie e di patrimoni immobiliari che supera di molto i dati ufficiali. L’ex magnate e fondatore Hui Ka Yan, un tempo l’uomo più ricco della Cina e detentore del 60% delle quote della società, è scomparso senza lasciare traccia.

I liquidatori hanno riferito di 187 richieste per un totale di 45 miliardi di dollari al 31 luglio, una cifra che supera di molto i 27,5 miliardi di dollari di passivo registrato nel bilancio di dicembre 2022.

Fino ad ora, la liquidazione degli assets è stata “modesta”, con soli 255 milioni di dollari ottenuti dalla vendita di asset non strategici, quali partecipazioni azionarie, attività di brokeraggio, obbligazioni scolastiche, iscrizioni a club, opere d’arte e veicoli. È noto che Hui aveva acquistato l’edificio più costoso di Londra, per poi essere costretto a rivenderlo a seguito del fallimento, a investitori del Medio Oriente.

Per le altre due società quotate, Evergrande Property Services e China Evergrande New Energy Vehicle Group Ltd. (sospesa dal mese di aprile), si sta cercando disperatamente di trovare acquirenti.

In un rapporto sull’avanzamento delle operazioni di recupero crediti, i liquidatori Edward Middleton e Tiffany Wong di Alvarez & Marsal hanno affermato che le entità ora sotto il loro controllo diretto hanno un valore complessivo di 3,5 miliardi di dollari al momento dell’ordine di liquidazione.

Dei 255 milioni di dollari ricavati dalla vendita di asset, solo 11 milioni di dollari provenivano da attività direttamente possedute da Evergrande, mentre il resto derivava dalle sue filiali, delle quali un centinaio sono state recuperate finora.

I liquidatori hanno anche avvertito che non si dovrebbe presumere che i 244 milioni di dollari derivati dalle attività delle filiali di Evergrande saranno interamente disponibili. Finora, solo 167 milioni di dollari sono stati effettivamente incassati. Una miseria.

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Potrebbero non bastare dieci anni per risolvere una situazione che ha lasciato profonde cicatrici nel sistema cinese. Si è conclusa un’epoca, e il modello di business del settore immobiliare è cambiato.

Ma in agguato ci sono altri problemi e altri delisting in arrivo. Modern Land ChinaCo., sospesa per oltre 16 mesi, e Dexin China Holdings Co., che ha ricevuto un ordine di liquidazione nell’estate scorsa.

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