L’Indice Nasdaq Golden Dragon China e le sue recenti perdite
L’Indice Nasdaq Golden Dragon China, che monitora 68 aziende cinesi quotate sui mercati statunitensi, ha registrato una perdita del 15% dall’inizio del mese.
Le possibili conseguenze di un disaccoppiamento finanziario tra USA e Cina
Un rapporto di Goldman Sachs, pubblicato il 14 aprile, mette in luce i potenziali rischi di un disaccoppiamento completo tra i mercati finanziari degli Stati Uniti e della Cina. Secondo l’analisi, le perdite potrebbero ammontare a 2.500 miliardi di dollari a causa delle vendite forzate di azioni e obbligazioni da parte degli investitori di entrambi i paesi. Gli analisti Kinger Lau e Timothy Moe hanno suggerito che gli investitori americani potrebbero dover vendere fino a 800 miliardi di dollari in azioni cinesi, se le nuove normative dovessero proibirne gli investimenti.
Parallelamente, la Cina potrebbe decidere di vendere titoli di stato USA e partecipazioni azionarie per un valore stimato di circa 1.670 miliardi di dollari. Questa eventualità sembra diventare sempre più concreta all’ombra delle crescenti tensioni commerciali tra i due giganti economici. Il Segretario al Tesoro USA, Scott Bessent, ha recentemente menzionato che l’opzione di eliminare le aziende cinesi dalle borse americane “rimane sul tavolo” come risposta ai nuovi dazi imposti da Washington e alle tariffe retaliative di Pechino.
Le implicazioni di un potenziale delisting delle aziende cinesi in USA
I rischi di un delisting per le aziende cinesi negli USA sono in aumento, come sottolineato nel rapporto di Goldman Sachs. Questa mossa potrebbe influenzare circa 300 aziende, influenzando alcuni dei più grandi gruppi tecnologici della Cina. Al 7 marzo, 286 aziende cinesi erano quotate a New York, con una capitalizzazione di mercato complessiva di circa 1.100 miliardi di dollari. James Wang di Ubs Investment Bank Research ha evidenziato che un delisting potrebbe limitare l’accesso alla liquidità dei mercati americani, ridurre le valutazioni e erodere la base di investitori. Anche se la raccolta di capitale tramite ADR è diminuita negli ultimi anni, con molte aziende che preferiscono il mercato di Hong Kong.
Nel 2022, cinque grandi aziende cinesi a controllo statale, incluse PetroChina e Sinopec, si sono ritirate dai mercati statunitensi a seguito di una disputa sugli standard di revisione contabile, risolta successivamente con un accordo tra le autorità regolatorie di entrambi i paesi. Molte società hanno iniziato a puntare su una doppia quotazione a Hong Kong per ridurre il rischio di delisting. Goldman Sachs ha identificato 27 aziende, attualmente quotate solo in USA, che potrebbero essere pronte per una quotazione asiatica, valutate complessivamente in 184 miliardi di dollari. Questo trasferimento potrebbe portare a una rivalutazione dei titoli, offrendo agli investitori americani la possibilità di convertire gli ADR in azioni ordinarie in caso di crisi di liquidità.
Articoli simili
- Siemens Energy vola a nuovi record, promossa da Jp Morgan a Francoforte!
- Tim in Vendita: Verso la Divisione in ‘Spezzatino’ tra Consumer e Enterprise!
- Bitcoin al Nasdaq a Natale con MicroStrategy: Scopri i Dettagli!
- Evergrande Espulsa dalla Borsa di Hong Kong: il Collasso Finale!
- Borse USA e Germania a Livelli Record! Focus su Tecnologici e Ciclici