Il CEO Alberto Nagel commenta: “Un’opportunità persa a causa di voti influenzati da conflitti di interesse”
Il 18 ottobre la Banca centrale europea ha dato il via libera a Mediobanca per assumere il controllo diretto su Banca Generali. Già il 16 agosto, i siti delle entità azioniste istituzionali di Mediobanca avevano anticipato il loro sostegno all’operazione tramite la pubblicazione delle loro intenzioni di voto, riscuotendo favore anche tra gli operatori di mercato. Durante l’assemblea si è registrata la presenza di circa il 77% del capitale: il 35% ha votato a favore (25% investitori istituzionali e 10% privati), il 10% ha votato contro (principalmente il gruppo Caltagirone) e il 32% si è astenuto (20% da parte di Delfin, 5% dalle Casse previdenziali italiane, 3% da investitori istituzionali, 2% da Edizione Holding e 2% da Unicredit). Nonostante l’approvazione della BCE, Alberto Nagel ha ricordato che Banca Generali è stata storicamente un obiettivo per Mediobanca, vista la complementarità industriale e strategica tra le due entità. Tuttavia, non è stata raggiunta la maggioranza assoluta del 50% necessaria.
Già nel 2020, Mediobanca aveva proposto ad Assicurazioni Generali una possibile fusione. Ora, però, l’esito negativo dell’assemblea è stato commentato con dispiacere da Nagel, il quale ha descritto il rifiuto come una “manca opportunità” derivante principalmente dai voti di azionisti che hanno mostrato un chiaro conflitto di interesse, privilegiando altri interessi italiani rispetto a quelli di Mediobanca. Secondo Nagel, è evidente che chi non era in conflitto ha supportato la proposta, in linea con le raccomandazioni dei principali consulenti di voto internazionali. Questo rappresenta un’occasione mancata per la crescita della banca e del sistema finanziario italiano, ma l’attenzione rimarrà focalizzata sulla realizzazione del piano ‘One Brand – One Culture’, considerato più vantaggioso rispetto all’offerta di Mps.
I voti favorevoli sono stati espressi principalmente da Norges, il maggiore fondo sovrano al mondo, e da investitori nordamericani come il California State Teachers’ Retirement System, il più grande fondo pensione per insegnanti a livello mondiale con un portafoglio di oltre 350 miliardi di dollari, il California Public Employees’ Retirement System, il Canada Pensions Plan (con più di 700 miliardi di dollari gestiti), il New York City Comptroller e il Florida State Board of Administration, che ha presentato 1,26 milioni di azioni di Mediobanca (circa lo 0,15% del totale) all’assemblea di ottobre 2024.
La conferma di Norges e dei cinque fondi pensione nordamericani, già anticipata durante la convocazione precedente dell’assemblea di Mediobanca (poi posticipata), è stata in linea con il parere favorevole espresso dai principali proxy advisor, tra cui ISS e Glass Lewis, oltre a Pirc, un’agenzia europea specializzata in fondi pensione. Dopo l’esito, Nagel ha ringraziato tutte le persone che negli anni hanno creduto e supportato la crescita e la trasformazione di Mediobanca e l’operazione con Banca Generali, vista come un passo decisivo verso la creazione di un gestore patrimoniale di livello internazionale.
Articoli simili
- Mediobanca e Mps: Nagel Critica Fortemente l’Intervento Governativo!
- Mediobanca rinvia l’Assemblea al 25 settembre per l’Ops su Banca Generali!
- Mediobanca e l’Ops su Banca Generali: il 21 agosto l’assemblea decisiva!
- Mediobanca: Utile Schizza a 993,2 Milioni in 9 Mesi! Anticipo Dividendo 0,56€
- Blackrock Supera il 5% in Mediobanca: Cosa Significa per l’Assemblea Imminente?