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Orphans, di Dennis Kelly

ven 4 febbraio 2011 - sab 5 febbraio 2011

Cambusa Teatro

piazzetta Remo Rossi 407 Locarno (TI)

ORPHANS di Dennis Kelly

Compagnia teatrale NIM

La sezione dedicata alle compagnie ospiti di “ScenariDiVersi” riprenderà il 4, 5 Febbraio, alla “Cambusateatro” di Locarno, con lo spettacolo “Orphans” di Dennis Kelly, della compagnia teatrale NIM neuroni in movimento, in collaborazione con AMAT, e Il Teatro Della Tosse di Genova.

La regia è affidata a Matteo Alfonso e Tommaso Benvenuti.

Interpretato da Pier Luigi Pasino, Fiorenza Pieri e Vito Saccinto, e la gentile partecipazione del piccolo Federico.

“Orphans” è stato scritto nel 2009 e, ad oggi, è stato rappresentato soltanto in Inghilterra e a Berlino. Ha ricevuto diversi premi, in particolare al Fringe Festival di Edimburgo.

In quattro atti assistiamo allo sgretolamento di un nucleo familiare. Il testo inizia con uno schiaffo allo spettatore, che viene immediatamente catapultato nel pieno dell’azione. Helen e Danny, una giovane coppia londinese, stanno per iniziare una cena a lume di candela ma… irrompe in casa Liam, fratello minore di Helen, coperto di sangue ed in stato di shock. C’è stato una specie di incidente, o meglio, nel tornare a casa Liam si è imbattuto in un ragazzino asiatico sanguinante per delle brutali ferite da coltello, lo ha abbracciato sporcandosi di sangue e, non sapendo in che altro modo aiutarlo, è andato a casa della sorella. Nel corso di quattro scene in cui la tensione continua a crescere fino al parossismo, assistiamo al confronto tra queste tre creature alla ricerca di una soluzione. La versione di Liam continua a cambiare, finchè la verità, una terribile, violentissima verità, non verrà a galla. Helen, una sorta di Antigone contemporanea e molto più pragmatica, si ritroverà a combattere tra l’ amore per il marito e il profondissimo legame di sangue che la lega al fratello. E’, però, attraverso il percorso di Danny che l’autore ci guida in questo viaggio all’inferno. Il percorso di un uomo onesto, amorevole, che si ritrova a mettere in discussione tutto ciò in cui crede, nel disperato tentativo di proteggere quella minuscola bolla di serenità familiare che, invece, è irrimediabilmente marcita. Helen e Liam sono orfani, cresciuti sballottati tra un centro e l’altro dopo aver perso i genitori in un incendio. Due animali in fuga, alla ricerca di un po’ di serenità, ma pronti ed allenati a difendersi a vicenda. Orphans appunto, ma orfano è anche Danny e con lui lo siamo tutti noi, orfani dei nostri valori, orfani di un punto fermo.

“Orphans“, risulta come una presa di coscienza, il lutto disarmante di una realtà dura che si disvela abbattendo con un soffio le fondamenta marce del piccolo mondo che tendiamo a costruirci intorno. Con formidabile efficacia Kelly racconta lo sporco che si annida sotto i bei tappeti delle nostre case, dietro i giardini curati, sotto tutta la plastica colorata con cui abbiamo scelto di negare alla nostra intelligenza la verità. Nel raccontare il disgregamento di quel microcosmo che è la Famiglia, parola di cui i nostri politici si riempiono costantemente la bocca, Dennis Kelly racconta il mondo occidentale di questi ultimi anni, un mondo che vede crollare sistematicamente, una dopo l’altra, le proprie certezze. Gli attori saranno in uno spazio simbolico, non naturalista, forse un piccolo prato all’inglese, intorno ad un tavolo colorato, su sedie colorate, un luogo che vorrebbe essere luminoso e caldo, rappresentazione della bella prigione che la paura dell’altro ci spinge a costruirci intorno quotidianamente. Intorno a questo luogo protetto, il mondo, il mondo reale, che è più sporco, più duro, con cui bisogna fare i conti. Un mondo che, nello svolgersi dei quattro atti, invaderà la casa. Con gli attori cercheremo di fare un lavoro difficile, cercando di non decidere a priori chi sia cattivo e chi buono, ma di confrontarci con il percorso di ognuno dei personaggi, chiedendoci ad ogni passo cosa faremmo noi al loro posto. Siamo davvero così certi dei nostri valori, siamo davvero convinti di metterli in pratica nel nostro quotidiano? O dobbiamo invece ammettere di concederci spesso, troppo spesso, piccole deviazioni dal giusto?

Con “Orphans”, la compagnia NIM neuroni in movimento continua il suo percorso all’interno della drammaturgia contemporanea dimostrando come sia fondamentale scegliere testi che, attraverso storie di straordinaria quotidianità, siano in grado di farsi universali, di parlare a tutti, di come sia fondamentale rappresentare personaggi, apparentemente lontanissimi da tutti noi per ciò che fanno e ciò che dicono, ma con quell’umanità che ci permette di comprenderli ed immedesimarci in essi. Tutto ciò con l’obiettivo da sempre dichiarato di fare con il Teatro non intrattenimento, ma quell’arte straordinaria in grado di fermare per un attimo il mondo e farne una cruda e spietata fotografia, con la “pretesa” di voler migliorare la società in cui viviamo.

“Scenari DiVersi” continuerà l’11 febbraio con lo spettacolo “Binario Morto” della compagnia “Teatro Periferico” di Varese, ma appuntamenti importanti con la drammaturgia teatrale contemporanea, li avremo fino a giugno con moltissime proposte da non perdere tra le quali: “Get me out of Here!”, della compagnia “Charioteer Theatre” diretta dall’attrice e regista Laura Pasetti e “Qui città di M.” della compagnia ATIR,con la regia di Serena Sinigaglia ed interpretato dalla bravissima Arianna Scomegna.

www.cambusateatro.com