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Minimi salariali svizzeri non rispettati dal 38% delle aziende

4 maggio 2011 – 07:43Nessun Commento

È il bilancio dei controllo effettuati dalle commissioni incaricate di vegliare sul rispetto dei trattati bilaterali. La Segreteria di stato dell’economia (Seco) ha reso noto che dal controllo di più di 40’000 persone soggette all’obbligo di notifica, è risultato che il 38% delle aziende che hanno distaccato lavoratori non ha rispettato le condizioni salariali vincolanti stabilite nei contratti collettivi di lavoro (CCL) di obbligatorietà generale.

La quantità di multe amministrative erogate dai Cantoni dimostra che vengono anche sanzionate. Sono inoltre stati emessi divieti di offrire servizi per una durata fino a cinque anni nei confronti di aziende distaccanti. In caso di infrazioni alle disposizioni dei contratti di obbligatorietà generale, le commissioni paritetiche possono addossare i costi di controllo e infliggere pene convenzionali. Inoltre, le commissioni tripartite, se constatano offerte ripetute e abusive di salari inferiori a quelli usuali, possono richiedere misure quali il conferimento agevolato dell’obbligatorietà generale o l’introduzione di salari minimi vincolanti.

“L’aumento dei casi indica che l’efficacia dei controlli è migliorata,” ha sottolinea­to Serge Gaillard, capo della direzione del lavoro alla Segreteria di Stato del­l’economia (SECO), presentando il rapporto sull’applicazione delle mi­sure fiancheggiatrici nel 2010. Complessivamente le verifiche riguardano circa 16.000 imprese «distaccanti» e lavoratori in­dipendenti dell’Unione europea, con­tro 13.587 nel 2009. L’obiettivo politico di controllare il 50% dei lavoratori di­staccati è stato superato.

In Ticino, regione particolarmente esposta vista la vicinanza della frontiera, il numero dei controlli è maggiore. Il Cantone dispone di strumenti incisivi per punire le ditte che non rispettano le norme. In diversi settori economici non esistono però contratti collettivi con salari vincolanti, ciò che naturalmente rende difficile intervenire contro il dumping salariale. Il numero di multe comminate dai can­toni dimostra che le infrazioni non so­no state unicamente constatate, ma anche sanzionate.

Gran parte di que­ste sono dovute a violazioni della pro­cedura di notifica, dove si registra un tasso di infrazioni relativamente ele­vato (18% e 1.200 multe). I settori più sanzionati sono quello dei giardinieri, dell’edilizia, della sicurezza e della pu­lizia. Ma le imprese che distaccano col­laboratori «si impegnano a compor­tarsi correttamente», come rivela la de­bole proporzione di casi di recidiva ri­guardanti la procedura di notifica.

Secondo l’Unione sindacale svizzera (Uss), il rapporto della SECO offra «un’immagine preoccupante della si­tuazione», in particolare nella Svizze­ra tedesca. Uss e Travail Suisse (l’associazione dei sindacati cristiani) denunciano in particolare il ricorso a lavoratori “pseudoindipenden­ti” non sottoposti alle condizioni mini­me perché figurano come indipendenti.

Red./Comunicati

 

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