Residenza e tassazione del reddito realizzato in Svizzera

Lavoro da un anno in Canton Ticino dove ho un permesso di soggiorno di tipo B. Anche se ormai sono stabilmente in Ticino la mia residenza è formalmente ancora in Italia. Il mio comune non rientra nella fascia dei 20 km, e quindi dal punto di vista formale non sono frontaliere. Apprestandomi a fare la dichiarazione dei redditi per la casa che ho in Italia, non so se devo dichiarare anche il reddito da lavoro che percepisco in Svizzera e sul quale mi vengono detratte le imposte alla fonte.

Ci sono sono diversi aspetti da considerare. Il suo comune di residenza non rientra nell’elenco ufficiale, e quindi lei non può venir considerato “frontaliere” ai fini fiscali. In questo caso, se risiede in Italia, deve tassare in Italia il reddito conseguito in Svizzera come un frontaliere fuori zona, con recupero del credito d’imposta per le imposte versate in Svizzera, tenendo conto della franchigia di € 8000.

Rimane da chiarire la problematica della residenza/domicilio fiscale.

Il fisco italiano richiede l’effettiva residenza in Italia per almeno la metà dell’anno solare. Bisognerebbe capire cosa intende quando dice “sono stabilmente in Ticino”. Se può dimostrare che vive in Ticino per almeno la metà del periodo d’imposta (cioè 183 gg dell’anno solare), per il fisco italiano potrebbe diventare un “non” soggetto Irpef (ex art. 2 TUIR), quindi cadrebbe sia la necessità di fare la dichiarazione, sia di tassare il reddito in Italia. Ma dato che lei ha mantenuto la residenza in Italia, la situazione va “interpretata”. A dipendenza della sua propensione al rischio, si può affrontare in due modi:

1) lei dichiara i redditi: viene tassato, lei è perfettamente in regola, ma nulla potrà recriminare in seguito. In sostanza così dà ragione al fisco italiano e quindi dovrà dichiarare fino a quando non avrà sistemato la questione della residenza;

2) non dichiara: in questo caso deve valutare quali e quante “prove” può documentare per dimostrare la sua assenza dal territorio italiano per almeno 183 giorni su 365. Attenzione: come lei può portare prove della sua vita svizzera (uso carta di credito, affitto, abbonamenti, altri servizi – NON la presenza al lavoro), così il fisco italiano potrebbe avere presunzioni contrarie (residenza in Italia, proprietà della casa, ecc.).

Per decidere la via da seguire è opportuno valutare, oltre alla propria propensione al rischio, l’eventuale imposta italiana presunta evasa per capire l’incidenza delle sanzioni, e la documentazione comprovata in caso di contestazioni.

(ringraziamo per i suggerimenti lo studio Bottoni, Viggiù, info@studio-bottoni.it)