Settimana difficile per Piazza Affari e le borse europee, oscillazioni nel negoziato Usa-Iran e blocco dello Stretto di Hormuz influenzano i mercati. Il petrolio Brent tocca i 104 dollari
(Il Sole 24 Ore Radiocor) – L’atmosfera sulle piazze finanziarie europee rimane tesa a causa dell’impasse nei dialoghi tra Stati Uniti e Iran, con l’Europa che non riesce a cavalcare l’onda positiva di Wall Street o il boom del settore tecnologico, terminando la giornata prevalentemente in territorio negativo. Mentre il panorama geopolitico continua a essere incerto, oscillando tra il rischio di un’escalation e la possibilità di nuovi negoziati, i mercati mostrano delusione per l’assenza di segnali che preannuncino una risoluzione diplomatica per il Medio Oriente e per lo Stretto di Hormuz, con il prezzo del Brent che fluttua intorno ai 104 dollari. I mercati rimangono comunque all’erta rispetto a qualsiasi sviluppo, come dimostra il recupero temporaneo durante la sessione basato sulla speranza di un nuovo ciclo di negoziati tra Washington e Teheran, prontamente dissipato dall’annuncio che Mohammad Bagher Ghalibaf aveva abbandonato il ruolo di capo della delegazione iraniana a causa di disaccordi interni, proprio in vista dei negoziati previsti a Islamabad (dove era atteso il ministro degli Esteri Abbas Araqchi).
In questo scenario, il Ftse Mib di Milano chiude in calo dello 0,52%. Una tendenza simile si registra anche negli altri mercati principali del continente: Parigi scende dello 0,8%, Francoforte dello 0,1%, Madrid dell’1,1%, mentre solamente Amsterdam fa eccezione, guadagnando lo 0,6%. Nel frattempo, gli investitori rimangono concentrati sui fondamentali e sull’impatto della guerra sull’economia globale e sull’inflazione, in vista anche del prossimo incontro della Banca Centrale Europea.
Wall Street termina la giornata con risultati misti, con l’S&P 500 e il Nasdaq che raggiungono nuovi record. L’S&P 500 guadagna lo 0,80%, posizionandosi a 7.165,08 punti, mentre il Nasdaq sale del 1,63% a 24.836,60 punti. Il Dow Jones, però, registra una perdita dello 0,16%, scendendo a 49.230,71 punti. Gli indici principali di Wall Street sono spinti al rialzo dal settore tecnologico, con Intel in evidenza dopo la pubblicazione di risultati superiori alle attese. Invece, il Dow Jones mostra debolezza mentre gli investitori continuano a monitorare gli sviluppi geopolitici nel Golfo. Le incertezze sulla riapertura dello Stretto di Hormuz, cruciale per circa un quinto del flusso energetico globale prima del conflitto, pesano sul mercato. Nel frattempo, l’indice di fiducia dei consumatori americani è sceso a 49,8 in aprile rispetto ai 53,3 di marzo, secondo i dati definitivi della University of Michigan (previsto a 46,1). I mercati americani si riprendono da una sessione negativa la vigilia, con il Dow Jones e l’S&P 500 in calo dello 0,4% circa, e il Nasdaq del 0,9%. In rialzo oggi il produttore di chip Intel, grazie ai risultati migliori delle previsioni, con un miglioramento delle prospettive sulla domanda di CPU, anche a seguito degli aumenti di Texas Instruments il giorno prima, che oggi però subisce alcune prese di profitto. Anche il titolo di un altro produttore di semiconduttori, Amd, registra rialzi fino a oltre il 10%.
Il continuo stop and go nei negoziati tra USA e Iran, unito al blocco effettivo dello Stretto di Hormuz, riporta indietro le lancette del tempo per i mercati europei, che chiudono la settimana con pesanti perdite. La più colpita è la Borsa di Madrid, che nella somma delle cinque sedute perde il 4,3%. Seguono Parigi con una perdita del 3,2% e Londra del 2,7%. Anche Milano registra una flessione del 2,5% e Francoforte del 2,3%. Da notare il diverso andamento di Wall Street che, nonostante manchi ancora l’ultima sessione, segna +1,3% settimanale per il Nasdaq e +0,5% per lo S&P 500. Le tensioni geopolitiche continuano a influenzare il settore energetico, come dimostra il rialzo recente del Brent (+13,2%), del WTI (+13,6%) e del gas naturale (+14,2%).
A Piazza Affari, le banche sono tra le più colpite (-7,2% l’indice di settore) ma, analizzando i singoli titoli, non mancano le performance positive con rialzi in doppia cifra: spicca, ad esempio, il settore tecnologico dell’italo-francese ST (+16,5%) grazie ai risultati finanziari, insieme a Saipem (+12%) beneficiato dal rally delle quotazioni del petrolio. In rialzo anche Tenaris (+9,7%). Vendite invece su Avio e Fincantieri (entrambe a -11,7%) e UniCredit (-10,9%), che ha visto una sorprendente crescita nel capitale di Generali.
A Piazza Affari, l’attenzione è ancora focalizzata sulla stagione dei bilanci. In primo piano i risultati di Eni (-1,1%), che ha riportato un utile aggiustato di 1,3 miliardi e ha aumentato il suo piano di riacquisto azionario del 90% a 2,8 miliardi. Buone performance anche per altri operatori nel settore petrolifero, con Saipem (+2,7%) e Tenaris (+0,5%). Gli investitori continuano a seguire ST (+1,3%), ancora in evidenza dopo il rally post-bilancio del giorno precedente. Acquisti anche su Prysmian (+4%), parzialmente spinta dai riflessi positivi del tech internazionale, incoraggiata dalla taiwanese Tsmc e dai risultati di Intel insieme a tutto il settore tecnologico europeo. In fondo alla classifica troviamo il settore della difesa, con Avio (-7,1%), Fincantieri (-4,6%) e Leonardo (-3%) insieme al settore europeo, influenzati dai possibili spiragli di de-escalation in Medio Oriente. Debole anche Stellantis (-4,9%), oltre al settore del lusso con Cucinelli (-1,9%) e Moncler (-1,3%).
Sul mercato valutario, il cambio euro/dollaro mostra un leggero rialzo, superando la soglia di 1,17 dollari. Anche il bitcoin registra un lieve aumento, posizionandosi intorno ai 78.000 dollari. L’oro mostra una modesta ripresa, salendo sopra i 4.700 dollari l’oncia nel contratto spot. Il petrolio Brent con scadenza giugno mostra nuovamente un lieve calo sotto i 105 dollari al barile, mentre il WTI della stessa scadenza registra una diminuzione a circa 94 dollari al barile. Stabile il gas Ttf ad Amsterdam, che si attesta a 44 euro al megawattora.
La sessione si chiude con un aumento dello spread tra BTp e Bund. Alla fine della giornata, il differenziale di rendimento tra il BTp decennale di riferimento e il corrispondente tedesco si posiziona a 79 punti, rispetto ai 78 punti della sessione precedente. Anche il rendimento sulla scadenza decennale di riferimento italiana aumenta, chiudendo a 3,80% rispetto al 3,78% della chiusura di ieri.
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