Il leader globale nella produzione di aerei annuncia risultati sotto le aspettative ma mantiene l’obiettivo di 870 consegne
Nonostante la crisi in Medio Oriente che sta influenzando negativamente il settore aeronautico, non ci sono state cancellazioni o posticipazioni nelle consegne da parte delle compagnie aeree. Guillaume Faury, CEO di Airbus, ha descritto il contesto operativo corrente come “dinamico e complesso”. “Stiamo osservando con attenzione gli sviluppi della situazione in Medio Oriente”, ha affermato in una conferenza stampa, notando che “le compagnie aeree stanno adottando approcci diversi, con alcune che annullano voli e altre che modificano le loro reti”.
Nonostante le sfide, non si ritiene necessario rivedere gli obiettivi annuali. Airbus ha confermato l’intenzione di raggiungere le 870 consegne entro la fine dell’anno, sottolineando che la risposta alla crisi include lo sviluppo di aerei di nuova generazione più efficienti e meno energivori.
Nel frattempo, il principale produttore di aeromobili ha registrato un primo trimestre difficile. L’utile operativo aggiustato è diminuito del 52%, scendendo a 300 milioni di euro rispetto ai 624 milioni dello stesso periodo nel 2025, mentre i ricavi sono calati del 7%, arrivando a 12,65 miliardi di euro contro i 13,5 miliardi dell’anno precedente. Questi risultati sono stati inferiori alle previsioni degli analisti, che avevano stimato un utile operativo di 348 milioni e ricavi di 12,39 miliardi. Anche l’utile netto ha visto una riduzione del 26%, fermandosi a 586 milioni di euro. Il calo delle consegne, diminuite del 16% a 114 aeromobili rispetto ai 136 del primo trimestre del 2025, ha pesato significativamente sui risultati finanziari. Il gruppo ha tuttavia confermato le previsioni per l’anno intero e ribadito l’obiettivo di produzione mensile di 70-75 aeromobili per la famiglia A320 entro la fine del 2027, nonostante un ridimensionamento annunciato a febbraio rispetto al target iniziale di 75 aerei già all’inizio dell’anno. Nel 2025, Airbus aveva dovuto ridurre gli obiettivi di consegna a causa di pannelli difettosi trovati nelle fusoliere degli A320, necessitando ispezioni aggiuntive e rallentando la produzione.
Le difficoltà continuano anche nei primi mesi del 2026. Persistono ritardi nelle consegne dei motori da parte di Pratt & Whitney, anche se la situazione è in “miglioramento”, e si aggiungono problemi nella produzione dei pannelli degli A320 da un fornitore in Spagna. Questi problemi, come spiegato dal CFO Thomas Toepfer, influenzeranno anche i risultati del primo semestre.
Nel dettaglio, nei primi tre mesi dell’anno, Airbus ha consegnato 19 A220, 81 aerei della famiglia A320, 3 A330 e 11 A350. I ricavi della divisione aeromobili commerciali sono diminuiti dell’11%, raggiungendo 8,4 miliardi di euro, principalmente a causa del calo delle consegne e del deprezzamento del dollaro. Invece, la divisione Airbus Defence and Space ha visto un aumento dei ricavi del 7% su base annua, raggiungendo i 2,8 miliardi di euro, principalmente grazie all’incremento dei volumi nel segmento Air Power.
Riguardo alle divergenze con Dassault Aviation sui programmi di sviluppo di un caccia europeo di nuova generazione, Faury ha riconosciuto che le differenze non sono state ancora superate, ma ha assicurato che i lavori proseguono per trovare una soluzione condivisa.
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