INPS: la disoccupazione ai frontalieri è solo stata ridotta

La sede centrale dell' INPS a Roma

Risposta dell’Istituto nazionale previdenza sociale (INPS) alle reazioni suscitate dal blocco del pagamenti delle indennità di disoccupazione ai frontalieri: non c’è nessun blocco, afferma l’INPS, le prestazioni, in accordo alle nuove norme comunitarie, sono solo state ridotte.

Secondo quanto comunicato dal direttore regionale dell’INPS Giuliano Quattrone, i regolamenti comunitari entrati in vigore in aprile prevedono che le prestazioni ai disoccupati già frontalieri siano a carico dello Stato di residenza e corrisposte dall’istituzione competente di tale Stato. “Conseguentemente – afferma la comunicazione dell’INPS – per tali lavoratori i requisiti per il diritto nonché i criteri di calcolo sono quelli previsti in materia di prestazioni di disoccupazione dalla legislazione dello Stato di residenza.”

Per i frontalieri questo comporta per esempio una riduzione dell’indennità e della durata delle prestazioni da 12 a 8 mesi. Una riduzione inaccettabile, secondo i sindacati, che fanno notare come le indennità di disoccupazione dei frontalieri siano regolate dalla legge 147 del 1997, legge che non è mai stata abrogata. Su questo tema la deputata comasca del Partito democratico (PD) Chiara Braga ha già annunciato un interrogazione al governo.

Resta ancora da capire come mai in diversi casi il pagamento dell’indennità sia stata interrotto del tutto. Rimane inoltre aperto il discorso sul destino del fondo istituito presso l’INPS che in passato era alimentato dal ristorno della Svizzera all’Italia del prelievo per l’indennità di disoccupazione effettuato sui salari dei frontalieri. Questo fondo, in cui sono ancora depositati 340 milioni di euro, serviva finora a finanziare le indennità di disoccupazione dei frontalieri.

Alla luce di quanto sta succedendo, il blocco al Senato della revisione della legge concernente il trattamento dei frontalieri italiani in Svizzera rimasti disoccupati assume un significato inquietante. Il testo in discussione prevedeva maggiori garanzie per i frontalieri colpiti dalla crisi. Da come vanno le cose, si direbbe che si stia assistendo ad una inversione di marcia.

MA