Dipendente frontaliere con partita IVA in Italia

Lavoro in Ticino come frontaliere (permesso G) con regolare contratto. La mia domanda è la seguente: è possibile avere un lavoro con partita IVA in Italia? Nel caso fosse possibile ci sarebbero delle detrazioni a livello di tasse maggiori per il mio contratto svizzero?

Se l’attività svolta accessoriamente dal dipendente non viola il dovere di fedeltà previsto dall’art. 321 del Codice delle obbligazioni (che contempla anche il divieto di concorrenza), e se il datore di lavoro è d’accordo (molto contratti di lavoro prevedono che per una attività accessoria vada chiesta una autorizzazione), nulla vieta a un dipendente di avere una attività accessoria indipendente. Naturalmente gli introiti andranno dichiarati al fisco del Paese in cui questa attività viene svolta. Se l’attività viene svolta in Italia, andrà aperta una partita IVA, e dichiarato il reddito realizzato. Inoltre ci si dovrà regolarizzare per i contributi sociali, iscrivendosi alla gestione separata INPS.

Per quel che riguarda il reddito da attività dipendente realizzato in Svizzera, se il contribuente risiede in fascia di confine, continua ad essere esentato dalla dichiarazione in Italia. Non ci sono neppure cambiamenti sul versante svizzero, se in Svizzera si svolge un lavoro a tempo pieno. Se invece in Svizzera si svolge un lavoro a tempo parziale, l’attività accessoria va notificata, e l’imposta alla fonte non verrà prelevata sul salario guadagnato lavorando a tempo parziale, ma sul salario che il dipendente guadagnerebbe lavorando a tempo pieno.