Gruppi USA Impazziscono per le Figurine Panini: il Ritorno del Fenomeno!

Investitori storici affidano a Citi USA il compito di esplorare opzioni strategiche. Il caso è stato esaminato dalla multinazionale Topps e dai principali fondi globali

Le grandi corporazioni americane e i principali fondi di private equity stanno riaprendo il fascicolo del gruppo Panini, leader globale nel settore delle figurine e editore in Italia di fumetti come Topolino e Marvel. Si stanno delineando le mosse per un futuro riassetto societario dell’azienda storica di Modena.

Recentemente, è stato fatto un passo significativo con la designazione di Citi come advisor finanziario da parte degli azionisti di Panini, guidati dalla presidente Anna Baroni.

Lo scorso anno, è venuto a mancare Aldo Hugo Sallustro, una figura emblematica del gruppo e storico proprietario delle figurine Panini. L’imprenditore italo-argentino aveva guidato l’azienda per circa trent’anni, da quando era divenuto amministratore delegato, a seguito di uno dei vari cambi di proprietà dopo la vendita da parte dei fratelli Panini.

Sallustro era passato dalla posizione di manager a quella di proprietario nel 2016, associandosi con le sorelle Baroni, dopo l’uscita di Fineldo, la holding familiare della dinastia Merloni.

Il processo di riorganizzazione azionaria di Panini, che vende oltre 5 miliardi di figurine all’anno e genera un fatturato di oltre 1,5 miliardi di euro, dovrebbe iniziare concretamente dalla metà del prossimo anno, quando i dati finanziari del 2026 saranno più chiari e evidenti, un anno che vedrà anche la celebrazione dei Mondiali di calcio e delle Olimpiadi invernali. Ci sono molti potenziali interessati: secondo alcune voci, è probabile che a prendere in mano il dossier siano entità strategiche e multinazionali americane.

Tra queste potrebbe figurare il gruppo statunitense The Topps Company, una multinazionale controllata da un gruppo di investitori e nota soprattutto negli Stati Uniti per le sue carte da baseball fin dagli anni ’50, che sono diventate un’icona della cultura sportiva americana.

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Tuttavia, l’operazione Panini attirerà anche l’attenzione di grandi gruppi multinazionali, soprattutto nel settore dell’intrattenimento e dei giocattoli. Tra i fondi che hanno esaminato il dossier in passato e che conoscono bene l’azienda ci sono stati grandi investitori globali come Advent, Charterhouse e Cvc.

Uno degli aspetti cruciali è la valutazione del gruppo Panini: la redditività e il fatturato aumentano in concomitanza con grandi eventi sportivi, come i Mondiali di calcio e le Olimpiadi. Nel 2022, l’ultima Coppa del mondo ha spinto i ricavi oltre i 2 miliardi di euro. L’Ebitda normalizzato del 2025 di Panini, secondo le stime di Mergermarket, dovrebbe aggirarsi tra i 250-300 milioni di euro, con una valutazione complessiva dell’azienda che potrebbe raggiungere i 2,5 miliardi di euro.

Nel 2026, l’azienda si augura di capitalizzare su grandi eventi sportivi come i prossimi Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina e soprattutto i Mondiali di calcio. Panini ha siglato un accordo esclusivo con la Fifa per rinnovare la sua storica partnership fino al 2030. Questo accordo conferisce a Panini i diritti esclusivi per la produzione di figurine e carte per la Coppa del Mondo 2026, la Coppa del Mondo femminile 2027 e la Coppa del Mondo 2030.

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