BuyNowPayLater: un Debito Maggiore per Chi Non Può Rimborsare!

Una crescente popolarità del BuyNowPayLater in Italia evidenziata da Banca D’Italia: i nuclei familiari che ne fanno uso sono aumentati dal 4% al quasi 30% negli ultimi tre anni

Il fenomeno del BuyNowPayLater (BNPL), che permette di effettuare acquisti pagando in rate successive senza interessi, sta guadagnando terreno in Italia. Lanciato alla fine del 2020, il BNPL ha visto la sua quota di mercato crescere esponenzialmente, raggiungendo quasi 10 miliardi di euro alla fine del 2025, secondo l’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano. Questa modalità di pagamento è particolarmente popolare per gli acquisti online, che rappresentano oltre tre quarti delle transazioni totali. Tuttavia, si osserva anche un incremento delle operazioni BNPL nei negozi fisici, con un importo medio delle dilazioni di poco più di 200 euro.

A livello globale, il rapporto Global Payment Report (2025) stima che il BNPL abbia raggiunto un volume di 342 miliardi di dollari nel 2024, rappresentando il 5% del totale delle transazioni e-commerce. Negli USA, il BNPL incide per il 6% sulle vendite online, mentre in Europa la media è del 9%, con punte del 20% in Germania e del 23% in Svezia. Nel Regno Unito, la quota è del 7% e in Italia e Francia del 5%.

Ma vi sono anche delle ombre. Secondo Banca D’Italia, il prodotto presenta vulnerabilità non trascurabili, legate alla mancanza di report dettagliati sugli importi e sui rischi da parte degli intermediari. Alcuni studi in USA ed Europa hanno evidenziato una certa fragilità finanziaria degli utilizzatori del BNPL, un aspetto che sta emergendo anche in Italia con l’avvicinarsi dell’implementazione della nuova direttiva europea sui crediti al consumo (CCD2) che introdurrà regole più stringenti.

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Profilo degli utilizzatori del BNPL in Italia

La Banca D’Italia, attraverso indagini familiari, ha rilevato che dal 2022 all’inizio del 2025 la percentuale di famiglie che ha utilizzato il BNPL è salita dal 4% a quasi il 30%, con due terzi che lo impiegano solo occasionalmente. Le famiglie più propense a utilizzare questa modalità sono quelle con un capofamiglia giovane (fino a 44 anni), con un buon livello di istruzione e residenti nel centro-sud o impegnati in attività lavorative autonome. Tuttavia, le analisi indicano un ampliamento del target verso famiglie con minori risorse economiche e patrimoniali.

Mentre inizialmente il BNPL era più diffuso tra chi non aveva difficoltà economiche, le ricerche del 2025 mostrano una prevalenza anche tra famiglie a basso reddito o con difficoltà economiche, oltre che tra coloro che hanno preesistenti debiti di consumo o ritardi nei pagamenti.

Nel contesto del BNPL, il venditore, il consumatore e l’intermediario finanziario giocano ruoli chiave. L’intermediario può offrire al consumatore la dilazione di pagamento, oppure il venditore concede direttamente la dilazione e successivamente cede il credito all’intermediario. In cambio, il venditore paga una commissione all’intermediario che assume il rischio di credito, ottenendo così potenzialmente un aumento delle vendite.

La Banca D’Italia osserva che le commissioni pagate dai venditori sono significativamente più alte nel BNPL rispetto alle transazioni con carte di credito, variando dall’1% al 7% dell’importo finanziato a seconda della regione e delle condizioni di mercato.

Tuttavia, esistono preoccupazioni significative riguardo al BNPL, come il rischio di sovraindebitamento per i consumatori, la scarsa trasparenza delle condizioni contrattuali e una valutazione del merito di credito spesso superficiale, che potrebbe portare all’erogazione di finanziamenti a soggetti non in grado di sostenerne il peso.

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Con l’introduzione della nuova direttiva europea sui crediti al consumo, le operazioni di BNPL subiranno cambiamenti normativi che mirano a offrire maggiore protezione ai consumatori, migliorando la trasparenza e la valutazione del credito, e riducendo il rischio di difficoltà finanziarie.

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