Nasce Finomnia, il nuovo colosso del software bancario con aspirazioni europee
Finomnia si propone di scalare il mercato europeo e di affermarsi come punto di riferimento nel settore del software per i servizi finanziari, abbracciando l’intero ciclo del credito e spingendo verso l’innovazione in un ambito che spesso stenta a tenere il passo con i cambiamenti. Questa la visione di Finomnia, il marchio che emerge dalla trasformazione del gruppo Fibonacci, attraverso l’unificazione delle varie entità operative sotto il cappello dei fondi Apax.
Con il debutto di Finomnia, si consolida un conglomerato che conta più di 1.200 dipendenti e un giro d’affari di 160 milioni di euro, risultato dell’integrazione delle competenze acquisite dalle società nel corso degli anni. Tra queste, Ocs, Finwave, Quid, Alvantia, e l’integrazione di altermAInd, frutto della collaborazione con illimity, ora parte di Banca Ifis, configurando così un’offerta completa di soluzioni software e di intelligenza artificiale che spaziano dal credito al consumo e i mutui al lending retail e corporate, passando per leasing, factoring, regtech e core banking fino alla finanza strutturata.
«Grazie alle competenze avanzate delle aziende integrate, Finomnia mira a rafforzare la sua presenza in Italia e a espandersi in Europa, con un occhio di riguardo verso Francia e Germania, mercati chiave per il software finanziario. Abbiamo già firmato un accordo con Crédit Agricole per la consumer finance e stiamo esplorando ulteriori opportunità di acquisizione», afferma Andrea Pettinelli, CEO del gruppo, delineando anche le prospettive finanziarie: «Ci aspettiamo una crescita organica intorno al 6-7% in un mercato in crescita costante, puntando a migliorare la nostra redditività, già superiore alla media del settore, di un punto percentuale all’anno». Il gruppo prevede un Ebitda di 60 milioni di euro per il 2025.
Il settore dei servizi finanziari si prevede in espansione a livello globale, raggiungendo i 16,3 miliardi di dollari entro la fine del decennio, quasi il doppio rispetto ai 9,7 miliardi del 2024, con una quota significativa derivante dai pagamenti. È evidente che l’intelligenza artificiale sta vivendo una crescita esponenziale, con un valore previsto di quasi cinque volte superiore, a 5,5 miliardi di dollari rispetto a 1,4 miliardi del 2024. Finomnia intende porre l’AI al centro della sua offerta, sfruttando le soluzioni e le competenze sviluppate con illimity in altermAInd, mantenendone la maggioranza, e applicandole trasversalmente in tutti i segmenti di mercato del gruppo, con l’obiettivo di ottimizzare le operazioni ripetitive attraverso lo sviluppo di agenti AI.
Le soluzioni end-to-end di Finomnia, che vanno dallo sviluppo software al cloud, dall’AI alla strategia sui dati, supportano ogni fase della trasformazione digitale di banche e istituti di credito. Per ora il settore assicurativo non è coinvolto. L’offerta è strutturata in quattro aree di business principali: consumer finance, soluzioni aziendali, banking & regtech e retail & corporate banking.
«La nostra ambizione è coprire tutte le forme di finanziamento, sia a breve termine, come l’instant lending, il factoring e il Bnpl, sia a medio-lungo termine, inclusi leasing, prestiti personali, mutui, finanziamenti corporate e finanza strutturata, sia in bonis sia in sofferenza (Utp, Npl). Vogliamo essere un interlocutore unico che migliora e anticipa le esigenze dei clienti», conclude Pettinelli.
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