Emirati investono 18,7 miliardi in gas con Santos: Ecco i Dettagli!

Proposta congiunta di Carlyle per Santos, ancora non definitiva, ha ricevuto il sostegno dell’azienda australiana, che in precedenza aveva respinto altre offerte

Gli Emirati Arabi hanno fatto un nuovo passo avanti nel settore del gas, guidando un consorzio che si propone di acquistare Santos, un’importante azienda australiana del settore, per un valore di 18,7 miliardi di dollari in contanti. Questa compagnia era stata oggetto di interesse da parte di altri potenziali acquirenti in passato, ma senza successo.

I partecipanti emiratini e il Carlyle Group hanno proposto un’offerta che supera del 28% il valore attuale di mercato di Santos. A questa proposta il consiglio di amministrazione di Santos ha già mostrato favore, aprendo la strada a un processo esclusivo di due diligence, che precederà la formalizzazione della proposta di acquisto.

Per il momento, ciò che è stato presentato è solamente una “proposta indicativa non vincolante”, come ha specificato la stessa Santos. Tuttavia, l’accordo potrebbe incontrare alcuni ostacoli significativi, primo fra tutti l’approvazione necessaria dalle autorità australiane, che potrebbero vedere con sospetto il trasferimento di asset vitali per la sicurezza energetica nazionale a entità straniere.

Di conseguenza, il valore delle azioni di Santos ha visto un incremento dell’11% nella giornata di lunedì 16, con picchi fino al 15%, benché questo non sia stato sufficiente per avvicinarsi al prezzo proposto per l’OPA. Questo potrebbe indicare un diffuso scetticismo riguardo alla realizzazione dell’accordo, che, se concluso, rappresenterebbe la più grande operazione di M&A nella storia dell’Australia, superando persino la vendita dell’Aeroporto di Sydney alla Sydney Aviation Alliance e altre grandi operazioni.

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Santos, un importante attore nel settore del gas naturale liquefatto con ambiziosi piani di espansione, è stata avvicinata da XRG, il braccio di investimento della compagnia statale emiratina Adnoc, che collabora anche con l’Eni in diversi progetti, tra cui quello del Gnl in Mozambico.

Fondata verso la fine del 2024, XRG, sotto la guida di Sultan Ahmed Al Jaber, che è anche ministro dell’Industria degli Emirati, ha già un valore aziendale che “supera gli 80 miliardi di dollari”. L’obiettivo annunciato era quello di più che raddoppiare tale valore nel decennio successivo, sfruttando la crescente domanda di energia e prodotti chimici a basse emissioni.

La società, che vede anche Bernard Looney, ex ceo di BP, nel suo consiglio di amministrazione, mira a raggiungere una capacità di produzione di Gnl tra 20-25 milioni di tonnellate all’anno entro il 2035. Santos ha venduto 5,08 milioni di tonnellate l’anno scorso, con oltre il 60% prodotto in Papua Nuova Guinea, e ha avviato progetti per aumentare la produzione del 30% entro il 2027.

Nella corsa per acquisire Santos, XRG è affiancata dalla Abu Dhabi Development Holding Company (ADQ) e dal gigante americano del private equity, Carlyle Group, che a marzo si era ritirato da un accordo per acquisire gli asset nell’Oil&Gas in Italia dall’ex portfolio di Energean, di proprietà greca.

In quel periodo, il consorzio guidato dagli emiratini ha fatto il primo approccio verso Santos. La compagnia australiana ha rivelato ieri di aver accettato la proposta d’acquisto solo al terzo tentativo, con due precedenti offerte a fine marzo, una a 5,04 e l’altra a 5,42 dollari australiani per azione.

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Ora, l’offerta è di 8,89 A$ (circa 5,76 dollari USA) per azione, tutti pagati in contanti, il 27,73% in più rispetto al prezzo di mercato del venerdì 13 giugno (con le azioni che hanno chiuso a 7,72 A$ lunedì 16). Un’offerta che risulta essere particolarmente allettante, anche per una compagnia che sembrava determinata a continuare la sua espansione in autonomia.

Nel 2024, Santos aveva interrotto le trattative con la connazionale Woodside Energy per una fusione valutata oltre 50 miliardi di dollari, e nel 2018 aveva rifiutato un’offerta di 10,8 miliardi presentata da Harbour Energy, una compagnia indipendente quotata a Londra.

Questa volta, potrebbe essere il governo australiano a mettere i bastoni tra le ruote. La cessione di Santos dipende dall’approvazione di molte autorità e, secondo gli analisti, il Foreign Investment Review Board (Firb) potrebbe essere un ostacolo significativo. Il Tesoriere Jim Chalmers, che alla fine avrà l’ultima parola, ha dichiarato lunedì 16 alla televisione ABC che “sarà una grande decisione” per il paese e che non intende interferire anticipatamente con il giudizio del Firb.

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