Ubs supera le attese nonostante l’utile in calo! Scopri i dettagli!

Le divisioni di Global Wealth Management, Investment Bank e Asset Management mostrano miglioramenti nel profitto operativo

Nonostante una leggera riduzione del profitto, i risultati hanno comunque superato le aspettative precedenti all’annuncio. I dirigenti di Ubs, la principale banca svizzera, si sono detti soddisfatti delle prestazioni del primo trimestre. Nel frattempo, mentre prosegue l’assimilazione di Credit Suisse, l’istituto bancario svizzero dimostra robustezza, accumulando risorse per affrontare futuri periodi di incertezza nei mercati finanziari.

Il profitto netto per il primo trimestre del 2025 è stato di 1,69 miliardi di dollari (1,49 miliardi di euro al tasso di cambio corrente), con un calo del 3,6% rispetto ai 1,75 miliardi di dollari dello stesso periodo del 2024. Il profitto prima delle tasse si attesta a 2,13 miliardi, rispetto ai 2,37 miliardi dell’anno precedente. I ricavi totali hanno raggiunto 12,55 miliardi, anch’essi in lieve calo rispetto ai 12,73 miliardi di un anno fa. Le divisioni di Global Wealth Management (il core business del gruppo), Investment Bank e Asset Management hanno tutte mostrato miglioramenti nei profitti operativi, mentre la divisione Personal & Corporate Banking, influenzata dalla riduzione dei margini di interesse, ha visto una diminuzione. La volatilità dei mercati ha reso la situazione complessa, ma ha anche favorito un aumento dei ricavi derivanti dalle transazioni, beneficiando alcune aree della Investment Bank.

L’integrazione di Credit Suisse sta procedendo come previsto, con ulteriori risparmi per 900 milioni di dollari, portando il totale dei tagli di costi a 8,4 miliardi, il 65% dell’obiettivo di 13 miliardi. Ubs sta anche avanzando nel suo programma di riacquisto di azioni, con 500 milioni già spesi e altri 2,5 miliardi riservati per i riacquisti previsti per il resto del 2025. «La solidità e l’ampiezza del nostro franchising globale diversificato, unitamente al nostro costante focus sui clienti, hanno contribuito a un forte impulso operativo nel trimestre e a un aumento degli afflussi netti nelle nostre attività di gestione patrimoniale», ha dichiarato il CEO, il ticinese Sergio Ermotti. «Mentre ci prepariamo ad affrontare la prossima fase cruciale dell’integrazione di Credit Suisse, sono molto soddisfatto dei significativi progressi finora compiuti». Il secondo trimestre è iniziato bene per Ubs, ma permane il rischio di una escalation nei dazi e l’incremento dell’incertezza macroeconomica ha generato volatilità. «Il percorso economico futuro è estremamente incerto», ha commentato la banca.

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Dopo la pubblicazione dei dati e delle valutazioni da parte dell’istituto, le azioni di Ubs alla Borsa di Zurigo hanno inizialmente mostrato un aumento, grazie anche al fatto che il profitto netto trimestrale ha superato le aspettative (gli analisti consultati dall’agenzia Awp prevedevano in media 1,30 miliardi). Durante la sessione, tuttavia, il titolo ha mostrato fluttuazioni. In questo periodo, il titolo Ubs è sostenuto dai solidi risultati, dai progressi nell’integrazione di Credit Suisse e dal programma di buyback, ma è influenzato anche dalle incertezze internazionali e da una questione ancora aperta in Svizzera riguardante possibili normative più severe sui requisiti di capitale. Il governo svizzero sta considerando ulteriori restrizioni, mentre Ubs ha espresso il suo disaccordo, sostenendo di avere già ampiamente sufficienti risorse proprie a garanzia.

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