Bordelli ticinesi: si salveranno solo quelli legali
Si sta sfoltendo il numero dei bordelli ticinesi sotto i colpi del nucleo Teseu, il reparto della polizia cantonale ticinese incaricato di contrastare la prostituzione illegale. Obiettivo dichiarato: impedire l’attività ai bordelli che non dispongono delle necessarie autorizzazioni.
In Ticino soltanto tre locali erotici operano nel rispetto della legalità: si tratta del Lumino’s Club di Lumino, della Casa Yasmine di Castione (ex Motel Castione) e del Bar Oceano di Grancia. Gli altri ritrovi non hanno regolari permessi di esercizio, o non ottemperano a tutti i requisiti stabiliti dalla legge, per cui, come castelli di carte, stanno cadendo sotto i controlli della sezione di polizia Teseu.
L’azione a tappeto che la Teseu sta conducendo sui locali erotici ticinesi ha portato alla luce non poche artiste che stavano esercitando la prostituzione senza essere inscritte nell’apposito Registro o che, più semplicemente, erano sprovviste di validi permessi di soggiorno. Sotto la pressione della Teseu sono stati inoltre chiusi alcuni locali tra cui, di recente, il Villa Elena di Ponte Tresa (TI) e il Ristorante delle Alpi sul passo del Monte Ceneri.
Dei numerosi ritrovi ancora presenti, soltanto i due motel di Castione e di Lumino, e il Bar Oceano di Grancia rientrano nei canoni della totale legalità, ciò che salvaguardia da eventuali sopralluoghi della Teseu sia le ragazze (regolarmente registrate presso le autorità) sia gli avventori. Il quotidiano “20 minuti” del 3 maggio ha inoltre comunicato che ci sono anche alcuni locali che hanno chiesto l’autorizzazione o sono in procinto di ottenerla: si tratta del Corona di Pambio-Noranco, dell’Iceberg di Grancia e del Ronco del Monte Ceneri.
Va sottolineato che l’operazione a setaccio della Teseu si è resa necessaria a causa delle circostanze inquietanti che iniziavano ad affiorare dal mondo dei bordelli. Nella semilegalità del settore a luci rosse si sta infatti infiltrando la criminalità organizzata. Lo scorso mese la polizia aveva annunciato l’apertura di procedure penali nei confronti di numerosi gerenti e proprietari implicati in casi di usura, riciclaggio, falsificazioni, estorsioni e persino di violenza sulle ragazze.
Red.
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