Unicredit e Banco BPM: Scopri l’Impatto della Decisione del TAR sui Titoli!

L’ente diretto da Giuseppe Castagna registra un incremento del 2,5% dopo la decisione del tribunale amministrativo e la comunicazione imminente dalla Commissione europea riguardante il golden power

Dopo il verdetto del Tar del Lazio riguardo al golden power, le azioni di Banco Bpm, sotto la guida di Giuseppe Castagna, hanno visto un aumento che supera il 2,5%. Nel frattempo, Unicredit, che aveva iniziato la giornata con una perdita superiore all’1%, sta mostrando segni di ripresa nelle prime ore di contrattazione, riducendo il calo a meno dello 0,5%. La spinta alla crescita delle azioni è dovuta alla decisione del Tar del Lazio che ha parzialmente accettato il ricorso di UniCredit, il quale contestava la validità del golden power applicato dal governo italiano nell’operazione di acquisizione su Banco Bpm, e dall’annuncio di Credit Agricole che venerdì, dopo la chiusura dei mercati, ha richiesto alla BCE l’autorizzazione per aumentare la propria partecipazione oltre il 20% nel capitale di Banco Bpm.

È prevista in tempi brevi una riunione del consiglio di amministrazione di UniCredit per discutere il responso del Tar e considerare le future azioni. L’offerta pubblica di acquisizione scadrà il 23 luglio, a meno di ulteriori rinvii. Intanto, secondo voci di corridoio, è attesa per oggi una lettera della Dg Comp in merito al golden power.

UniCredit ha comunicato di essere in fase di valutazione riguardo i futuri sviluppi della propria offerta su Banco Bpm, in seguito a una sentenza del tribunale amministrativo del Lazio che ha sollevato interrogativi sulla fattibilità dell’operazione data le restrizioni imposte dal governo italiano.

In una dichiarazione rilasciata domenica, UniCredit ha descritto la decisione del tribunale come un “chiaro segnale dell’illegittimità dell’uso del Golden Power”, uno strumento che permette alle autorità di intervenire su transazioni che coinvolgono asset strategici. “UniCredit ora prenderà in considerazione tutti i passi necessari nei tempi appropriati”, si legge nel comunicato.

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Nella stessa comunicazione, UniCredit ha anche criticato quella che ha definito una “campagna spesso ingannevole” da parte di Banco Bpm per delegittimare l’offerta, affermando che questo avrebbe potuto privare gli azionisti di Banco Bpm di un miglioramento delle condizioni, se il processo fosse stato gestito correttamente.

Il CEO Andrea Orcel si trova di fronte a un periodo limitato per l’offerta, che terminerà il 23 luglio. È quindi attesa a breve la convocazione di un consiglio di amministrazione per valutare gli sviluppi e decidere i passi successivi. Il mercato, osservando il movimento delle azioni di Banco Bpm, non esclude la possibilità di una nuova offerta migliorativa.

La sentenza, pubblicata sabato, ha annullato due delle condizioni imposte dal governo italiano per autorizzare l’acquisizione, ma ha mantenuto altre restrizioni che l’amministratore delegato Andrea Orcel aveva precedentemente identificato come ostacoli all’operazione. In particolare, il tribunale ha accettato la condizione che impone di mantenere per cinque anni il rapporto prestiti/depositi tra Banco Bpm e UniCredit in Italia, con l’obiettivo di aumentare i prestiti a famiglie e PMI nazionali, e quella relativa al mantenimento del portafoglio di project finance.

Il Tar ha confermato l’obbligo, imposto dal governo, che UniCredit cessi le proprie attività in Russia e mantenga gli investimenti domestici in Anima Holding, di recente acquisizione da parte di Banco Bpm. UniCredit ha tuttavia sottolineato che il tribunale amministrativo non ha piena competenza in merito alla questione russa.

Banco Bpm, da parte sua, in una nota diffusa sabato, ha affermato che la decisione sostiene la legittimità delle condizioni governative e ha invitato UniCredit a definire la propria posizione sull’offerta in corso. Anche fonti governative hanno interpretato la sentenza come una conferma della legittimità delle prescrizioni imposte.

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Per complicare ulteriormente la situazione, poco prima della pubblicazione della sentenza, Credit Agricole ha annunciato di aver richiesto l’autorizzazione regolatoria per aumentare la propria partecipazione in Banco BPM.

Il gruppo francese, che attualmente possiede il 19,8% di Banco Bpm, intende superare leggermente la soglia del 20%, specificando tuttavia di non voler “acquisire o esercitare il controllo” sulla banca italiana. Da tempo attivo nel capitale di Banco Bpm, Credit Agricole collabora con l’istituto in attività di credito al consumo e assicurazioni danni, mentre la sua controllata Amundi si affida principalmente a UniCredit per la distribuzione dei suoi prodotti in Italia.

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