Banco Bpm in Ascesa: Scommesse su Orcel e Credit Agricole Scuotono il Listino!

Anche Bper e Popolare di Sondrio sotto la lente, con un’adesione all’offerta pubblica superiore al 58%, e le dinamiche tra Mps e Mediobanca

(Il Sole 24 Ore Radiocor) – All’attenzione del mercato finanziario italiano, le banche si trovano al centro dei riflettori, specialmente con le recenti operazioni di fusione e acquisizione. L’offerta pubblica di scambio (OPS) di Banca Popolare dell’Emilia Romagna su Banca Popolare di Sondrio si è chiusa venerdì sera, registrando adesioni leggermente oltre il 58,3% del capitale, superando così la soglia minima del 50% necessaria. Inoltre, il settore bancario è in attesa delle decisioni di Unicredit riguardo Banco Bpm, in seguito alla decisione del TAR del Lazio riguardante il golden power esercitato dal governo, che ha accettato solo in parte il ricorso di Unicredit.

Il tribunale ha infatti rifiutato il limite temporale di cinque anni per diminuire il rapporto tra crediti e depositi adottato da Banco Bpm e UniCredit in Italia. Ha anche accettato la disputa sul mantenimento del livello del portfolio di project finance, ma ha respinto altre richieste, confermando completamente le norme relative agli investimenti in Anima Holding e alla cessazione delle operazioni in Russia. Banco Bpm ha quindi sollecitato Unicredit a chiarire le proprie intenzioni su un’OPS che concluderà il 23 luglio, dopo oltre otto mesi dall’inizio, la quale, a causa della regola della passività, ha limitato significativamente la flessibilità strategica della banca in un periodo critico per il settore bancario nazionale, creando grande incertezza per azionisti, clienti e dipendenti,” ha dichiarato l’istituto guidato da Giuseppe Castagna.

Da parte sua, Unicredit ha evidenziato che la sentenza del TAR del Lazio ha riconosciuto la validità del suo ricorso contro il golden power, ma ha anche ricordato che il TAR non possiede piena giurisdizione sulle prescrizioni del golden power che richiedono a Unicredit di terminare le attività o cedere gli asset in Russia. Secondo quanto stabilito dal tribunale, è competenza della BCE valutare la questione. La situazione rimane quindi incerta e il futuro dell’OPS di Unicredit su Banco Bpm è ancora da definire, con alcuni investitori che scommettono che Andrea Orcel, CEO di Piazza Gae Aulenti, non cederà facilmente. Questa incertezza sta spingendo gli acquisti sulle azioni di Banco Bpm, che sono ulteriormente incentivati dalla notizia che Credit Agricole, maggiore azionista dell’istituto con una partecipazione del 19,8%, ha espresso l’intenzione di chiedere alla BCE di aumentare la sua quota oltre il 20%, precisando che tale mossa non mira a ottenere il controllo di Banco Bpm, dato che non intendono superare il 25% del capitale, soglia per l’OPA. L’istituto francese desidera acquistare ulteriori azioni di Banco Bpm per riflettere il ruolo di investitore a lungo termine e partner industriale (nel credito al consumo con la joint venture Agos e nella bancassicurazione Danni). Secondo indiscrezioni, Credit Agricole avrebbe inoltre informato preventivamente il governo italiano. Gli analisti di Equita ritengono che la richiesta di Credit Agricole, pur essendo giustificabile tecnicamente, apre a diversi scenari.

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Per quanto riguarda Bper e Popolare di Sondrio, gli analisti suggeriscono di acquistare le azioni della banca emiliana (‘Buy’ con target di prezzo a 8,6 euro) e di vendere quelle della banca valtellinese (‘Reduce’ con target a 9,9 euro). Equita, che ha agito come intermediario per Bper nella raccolta delle adesioni all’OPS, ha annunciato che l’offerta sarà riaperta dal 21 al 25 luglio, permettendo agli azionisti della Popolare di Sondrio che non hanno ancora aderito di partecipare. La quota vicina al 60% già raggiunta prima della riapertura dell’offerta garantisce una buona prospettiva sulla capacità di Bper di controllare l’assemblea straordinaria di Sondrio e, di conseguenza, di procedere con la fusione delle due entità, accelerando l’integrazione e massimizzando le sinergie. «Ricordiamo che, in caso di approvazione, la fusione sarà basata su un rapporto di cambio determinato con metodologie e ipotesi uniformi per la valutazione delle società interessate, senza quindi alcun premio per gli azionisti della Banca Popolare di Sondrio che non hanno partecipato all’offerta», hanno sottolineato gli esperti.

Infine, è importante notare che il 14 luglio comincerà l’offerta di Banca Mps su Mediobanca, che si concluderà l’8 settembre prossimo. Il consiglio di amministrazione di Mediobanca ha sottolineato che l’operazione, oltre ad essere ostile, manca di una logica industriale e non è vantaggiosa, dato che il corrispettivo proposto è «non adeguato e del tutto insufficiente». Il rapporto di scambio proposto (2,533 azioni Mps per ogni azione Mediobanca) implica uno sconto del 32% rispetto alla media del rapporto di scambio stabilito dal consiglio stesso, pari a 3,71 volte. Anche i prezzi di Borsa non riflettono i termini dell’OPS, con un cambio a 2,63.

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Per Equita, che funge da consulente per Mediobanca, «l’operazione tra Mps e Mediobanca è debole sotto i profili strategico, industriale e finanziario, con rischi reali di dissinergie». Pertanto, considerando le complessità legate al controllo della società target, all’utilizzo delle DTA e alle sinergie, «crediamo che sia nell’interesse della banca senese raggiungere oltre il 50% di adesioni, migliorando l’accettabilità dell’operazione tramite un adeguamento delle condizioni di offerta».

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