L’obbiettivo è incrementare l’investimento senza mirare al controllo di Banco Bpm
Un altro inaspettato sviluppo si verifica nel panorama bancario. Mentre UniCredit attende il verdetto del Tar del Lazio a seguito del ricorso contro le restrizioni imposte dal golden power sulla possibile acquisizione di Banco Bpm, Crédit Agricole intensifica il proprio impegno nella banca presieduta da Giuseppe Castagna, pianificando di aumentare la propria quota al di sopra del 20% del capitale. Crédit Agricole ha infatti comunicato di voler richiedere il permesso alla Banca Centrale Europea per superare la soglia del 20% del capitale di Banco Bpm. Il conglomerato francese, che detiene attualmente il 19,8% della banca italiana, ha fatto sapere che il proprio consiglio di amministrazione ha approvato la proposta di richiesta alla BCE, con l’intento di potenziare il proprio investimento, senza tuttavia ambire a «acquisire né esercitare il controllo su Banco Bpm», mantenendo la propria partecipazione al di sotto del limite per un’offerta pubblica di acquisto obbligatoria.
Secondo fonti vicine all’istituto bancario francese, l’intenzione di superare il 20% sarebbe dettata da motivi tecnici per «prevenire che le fluttuazioni del valore delle azioni di BancoBpm influenzino negativamente il bilancio» del gruppo madre. L’acquisto di ulteriori azioni avrebbe lo scopo di posizionarsi «leggermente oltre la soglia del 20%» di Piazza Meda. Di conseguenza, secondo Agricole, non ci sarebbero cambiamenti rispetto alle intenzioni già manifestate in precedenza, che non prevedono «la volontà di acquisire o controllare Banco Bpm», al punto che non si prevede la richiesta di inserire rappresentanti nel consiglio di amministrazione di BancoBpm.
Nonostante rimanga sotto il 30%, l’incremento oltre il 20% del capitale di Bpm ha una significativa rilevanza sulle potenziali evoluzioni dell’Ops lanciata da UniCredit. Questo aspetto rimane importante anche indipendentemente da eventuali nuove mosse che il CEO di UniCredit, Andrea Orcel, potrebbe considerare, nonostante le precedenti esclusioni. Il progetto di UniCredit di acquisire il 66% e di integrare Banco Bpm per massimizzare le sinergie derivanti dall’acquisizione, dovrebbe ora confrontarsi con un Crédit Agricole che potrebbe teoricamente raggiungere fino al 29% del capitale. Questa ingombrante presenza obbligherebbe Orcel a negoziare inevitabilmente con i francesi, suoi partner nel settore del risparmio gestito, in un’alleanza che vedrà il suo rinnovo scadere nel 2027.
Riguardo all’offerta avanzata da UniCredit su Banco Bpm questa mattina, si è espresso il presidente della banca milanese sotto Ops, Massimo Tononi, a margine dell’assemblea Abi 2025. «A mio avviso, stiamo discutendo di un’offerta completamente insoddisfacente», ha commentato il banchiere. «Gli azionisti lo hanno compreso, pertanto non vi sono state adesioni».
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