L’azienda si distingue per un focus sul segmento di alta gamma, ma mostra una minore diversificazione in termini di rotte e clientela internazionale
Chi ha dominato la scena in borsa negli ultimi dodici mesi? La risposta include prevalentemente i nomi noti del settore tecnologico e, purtroppo, quelli legati alla difesa e all’industria militare.
Tuttavia, un settore che ha mostrato una performance positiva è quello delle crociere. In particolare, la Royal Caribbean Cruises ha registrato una crescita impressionante. Secondo i dati forniti da Seeking Alpha, il valore delle azioni del gruppo americano nell’ultimo anno ha visto un incremento del 78,8%, mentre l’indice Nasdaq è cresciuto solo del 23,6%. Se si estende l’analisi a un lasso di tempo più ampio, la tendenza non cambia. Negli ultimi due anni, Royal Caribbean ha visto una crescita del suo valore di oltre il 250%, contro il 69% dell’indice dei titoli tecnologici. Addirittura, dal 2021 a oggi, il valore dell’azienda nel mercato azionario è aumentato del 394,6%, a fronte di un aumento del 102% del Nasdaq. Nonostante alcune singole aziende tecnologiche, come Nvidia, possano superare Royal Caribbean in borsa, la solidità di fondo del gruppo crocieristico rimane evidente.
Ma quali sono le ragioni dietro a questi numeri? Un fattore chiave è stato il miglioramento della situazione finanziaria dell’azienda. Come tutto il settore, Royal Caribbean ha subito gravi perdite a causa della pandemia di Covid-19, che ha portato alla sospensione delle crociere. Secondo Bloomberg, i ricavi rettificati sono crollati a 2,2 miliardi nel 2020 e a 1,5 miliardi nel 2021, con perdite nette di 4 e 4,9 miliardi rispettivamente. Il 2022 ha segnato l’inizio di una ripresa, con un aumento dei ricavi a 8,8 miliardi, anche se la redditività è rimasta negativa (-1,9 miliardi). L’anno successivo, nel 2023, l’utile netto rettificato è stato di 1,8 miliardi di dollari, e nel 2024 il fatturato ha raggiunto i 16,48 miliardi con un utile netto rettificato di 3,24 miliardi.
Questa tendenza positiva è continuata nel 2025. Nella prima metà dell’anno, i ricavi sono stati di 8,54 miliardi di dollari (rispetto ai 7,8 miliardi dell’anno precedente) e l’utile netto è aumentato a 1,9 miliardi rispetto ai 1,2 miliardi del primo semestre del 2024. In particolare, i ricavi da biglietti, che rappresentano quasi due terzi del fatturato totale (69,6%), sono cresciuti del 9,4%, passando da 5,4 miliardi nel 2024 a 5,9 miliardi nel 2025.
Questo aumento è il risultato di due fattori principali. Da un lato, l’aumento di 274 milioni legato al cosiddetto “yield”, ossia il rendimento medio per passeggero al giorno, influenzato sia dal livello dei prezzi sia dal tasso di occupazione delle cabine. Dall’altro, la crescita del 4,4% della capacità della flotta, con più passeggeri trasportati grazie all’introduzione delle navi “Utopia of the Seas” e “Silver Ray”. Il restante 30,4% del fatturato proviene dalle attività a bordo e altri introiti, che hanno raggiunto i 2,6 miliardi, aumentando del 7,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Anche in questo caso, la crescita è stata guidata sia dall’aumento della capacità (+106 milioni) che da un miglior rendimento (+79 milioni).
In questo contesto, Royal Caribbean è riuscita a contenere le spese operative, che si sono assestate a 4,36 miliardi contro i 4,2 miliardi dell’anno precedente, migliorando così la marginalità a livello di Ebit. Nel primo semestre del 2024, la marginalità era stata circa del 23,6%, mentre alla fine di giugno scorso è salita al 26,6%. Tali risultati hanno portato il mercato, nonostante alti e bassi, a premiare le azioni della compagnia. Inoltre, sempre con la pubblicazione dei dati del secondo trimestre del 2025, il gruppo ha migliorato le previsioni per l’intero esercizio. A aprile, l’utile per azione rettificato era previsto tra 14,55 e 15,55 dollari, ma ora si prevede che si assesterà tra 15,41 e 15,55 dollari.
Oltre alle dinamiche di borsa e alla situazione finanziaria, quali sono state le principali mosse per sostenere il business? Una leva importante è sicuramente il posizionamento nel segmento premium e di lusso, superiore rispetto alla concorrente Carnival Corporation. Royal Caribbean International, il marchio principale del gruppo, si concentra sul mainstream, ma la sua forza risiede anche in Celebrity Cruises, un marchio premium, e in Silversea, attiva nel lusso puro e nei viaggi avventurosi. Questa struttura consente di ottenere rendimenti più elevati e margini superiori. La pipeline delle imbarcazioni conferma questa strategia: la “Star of the Seas”, seconda nave della classe Icon, e la nuova unità “Celebrity” sono progettate per trasformare la nave in una destinazione di per sé, con suite più grandi, attrazioni tematiche e servizi premium. Tuttavia, questo modello è meno diversificato rispetto a Carnival, che copre più mercati di livello entry con i marchi Costa, Aida e P&O. Royal Caribbean si concentra maggiormente sul segmento alto di gamma, il che aumenta la capacità di pricing, ma espone maggiormente la società al rischio di un calo della domanda e rende più difficile sfruttare il fatto che i crocieristi, spesso dopo il primo viaggio, desiderano fare un’esperienza più costosa.
Ma non si tratta solo di navi e lusso. Come i suoi concorrenti, il gruppo punta anche sulle destinazioni private. CocoCay ha dimostrato di aumentare la spesa media e questo modello sarà replicato con i Royal Beach Club a Paradise Island nel 2025 e a Cozumel nel 2026. Controllare lo scalo significa massimizzare i ricavi e differenziare l’offerta, che viene anche indirizzata grazie all’uso del digitale e dei big data. Da una parte, piattaforme online e app di bordo facilitano le vendite pre-partenza di pacchetti per ristorazione, escursioni e servizi, dall’altra, l’analisi dei dati dei clienti permette di comprendere meglio le dinamiche della domanda.
Tuttavia, la situazione non è semplice come sembra. Un aspetto da considerare è la struttura finanziaria del gruppo. Come tutte le aziende del settore, dopo il Covid – quando l’indebitamento è inevitabilmente aumentato – Royal Caribbean ha avviato un processo per ridurre la leva finanziaria. Secondo Bloomberg, nel 2019 il debito totale ammontava a 11,7 miliardi di dollari, ma nel 2022 era salito a 23,9 miliardi. Da allora, l’azienda ha lavorato intensamente per ridurre il debito, che alla fine dell’ultimo trimestre ammontava a 19,5 miliardi di dollari (20,6 miliardi alla fine del 2024). Analogamente, il rapporto debito netto/Ebitda è gradualmente diminuito. Secondo ValueSense, l’indicatore su base annua al 30 giugno era di 3 volte, un valore che, sebbene inferiore ai covenant sul debito stesso, rimane elevato. Di conseguenza, l’investitore fai-da-te deve monitorare attentamente l’evoluzione della struttura finanziaria.
Inoltre, Royal Caribbean non è molto diversificata rispetto alle rotte né alla provenienza della clientela. Per quanto riguarda le rotte, nell’ultimo trimestre, il 62,2% dei ricavi è stato generato dagli itinerari di Nord America e Caraibi. Per quanto riguarda la clientela, sempre nel secondo trimestre del 2025, gli incassi dai passeggeri statunitensi hanno rappresentato il 76% del totale. Una tale concentrazione implica margini elevati quando il mercato statunitense è in crescita, poiché i clienti americani tendono a spendere di più e hanno una maggiore propensione per il segmento premium. Tuttavia, aumenta anche l’esposizione a rischi specifici, come eventi climatici nel Golfo del Messico, tensioni geopolitiche o rallentamenti economici negli Stati Uniti, che possono avere un impatto diretto e sproporzionato sui risultati. Queste sono situazioni che l’investitore fai-da-te farebbe bene a tenere sempre in considerazione.
Infine, quali sono i multipli della società in borsa? Secondo Seeking Alpha, il rapporto tra prezzo e utile non GAAP forward è di 20,88 volte, un valore elevato rispetto al settore di riferimento. Il PEG, sempre non GAAP forward, è invece a 0,92, inferiore alla mediana del settore. Nonostante ciò, secondo Seeking Alpha: «la valutazione di Royal Caribbean è elevata. Ad esempio, il rapporto prezzo/fatturato è di 5,65, superiore alla mediana di riferimento (…). Anche il rapporto prezzo/valore contabile è notevolmente alto, a 10,76». In conclusione, l’investitore fai-da-te dovrebbe procedere con cautela.
Articoli simili
- Fincantieri in Utile Dopo 5 Anni: Ricavi Schizzano a 8,12 Miliardi, Crescita del 6,2%!
- A Madrid Puig Brands decolla: ricavi in aumento e conferma degli obiettivi!
- Scopri il futuro di Geox: fallimento dell’aumento di capitale per il piano al 2029!
- Disney trionfa nello streaming: ecco come ha ottimizzato gli utili!
- Mfe vola: utile schizza a 130,2 milioni, ricavi stabili!